lunedì 12 febbraio 2018

Lgbt: Undicesima edizione del Festival del cinema spagnolo.

È stata scelta l’immagine della celebre fotografa Isabel Muñoz (World Press Photo Award) per rappresentare l’undicesima edizione del Festival del cinema spagnolo che inaugurerà la nuova stagione a Roma presso il Cinema Farnese di Campo de Fiori dal 3 all’8 maggio 2018. 
Il Festival prosegue da maggio a dicembre in oltre 10 città italiane.

È pubblica l’immagine ufficiale dell’11a edizione del Festival del cinema spagnolo, opera della fotografa Isabel Muñoz. Nata a Barcellona nel 1951, la Muñoz è un’artista di fama internazionale. Le sue fotografie sviluppate utilizzando un processo meticoloso e artigianale, sono esposte nella Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al New Museum of Contemporary Art a New York, al Contemporary Arts Museum di Houston o in collezioni private e mettono in evidenza il corpo umano, il rituale e la diversità culturale.
Premio World Press Photo nel 1999 e nel 2004, Premio PhotoEspaña nel 2009, Muñoz è stata premiata nel 2016 con il Premio Nazionale di Fotografia in Spagna; la giuria ha motivato la decisione sottolineando l’accostamento nella sua opera “dell’impegno sociale con la ricerca della bellezza”.
Dopo Roma, il Festival, organizzato da EXIT Media e dall’Ufficio Culturale dall’Ambascita di Spagna in Italia, e diretto da Federico Sartori e Iris Martin-Peralta, si trasforma in evento itinerante e si svolgerà durante l’anno nei seguenti appuntamenti:
VENEZIA Cinema Rossini 18 – 20 maggio
TREVISO Cinema Edera 21 – 24 maggio
TRENTO Cinema Astra 22 – 24 maggio
TRIESTE Cinema Ariston, fine maggio
PERUGIA Cinema PostModernissimo 30 maggio – 3 giugno
CAMPOBASSO Spazio Ex-Gil, inizio giugno
MILANO Anteo Palazzo del Cinema e Anteo CityLife, settembre – ottobre
ANCONA Cinema Italia ottobre
BOLOGNA Cinema Lumiere, ottobre – novembre
CAGLIARI Cinema Odissea, ottobre – novembre
BERGAMO Cinema Conca Verde, novembre e dicembre
REGGIO CALABRIA Cinema Aurora, dicembre
fonte: http://www.cinemaspagna.org

martedì 6 febbraio 2018

Lgbt: È morta la ballerina Elisabetta Terabust, direttrice onoraria dell'Opera di Roma

Aveva 71 anni. È stata prima ballerina dell'Opera di Roma e nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit. Ha scoperto Roberto Bolle

Non sono state tante, specie in passato, le protagoniste della danza italiana che hanno potuto vantare popolarità e autorevolezza anche all’estero, che abbiano conquistato un prestigio tale da rompere il muro della diffidenza che qui da noi ha da sempre il balletto e che hanno saputo guardare avanti, ai giovani, alle novità con passione e impegno. Insieme a Carla Fracci, Elisabetta Terabust è stata una delle più grandi étoile italiane ed è per questo che oggi il mondo della danza piange la sua morte, avvenuta oggi a 71 anni.

Bella, con un viso forte, i capelli corvini, temperamento pronunciato, da leader, Elisabetta Terabust una grande della danza: étoile dell'Opera di Roma, ha ballato con Rudolf Nureyev, musa di Roland Petit, direttrice del corpo di ballo del Teatro alla Scala, interprete delle più belle e celebri coreografie del balletto tra la fine degli anni Sessanta, gli anni Settanta e Ottanta.

Non solo: poche artiste come lei si sono impegnate per rinnovare il mondo della danza, svecchiarlo, renderlo meno burocratico, aprirlo a collaborazioni, dare prospettive nuove anche ai giovani danzatori. Non per niente fu la Terabust, quando era direttrice del Corpo di Ballo scaligero a nominare Roberto Bolle e Massimo Murru, all'epoca  giovanissimi, primi ballerini del Teatro alla Scala, aprendo loro la carriera che tutti conosciamo.

Diceva: “Lavoro, determinazione e umiltà: tutta la mia carriera è stata contraddistinta da questi elementi. Credo nell'impegno, il lavoro ripaga sempre… Ma il vero artista lo riconosci dalle emozioni che trasmette”.
Gran bella personalità Elisabetta Terabust, anche se non facile come dicevano di lei i collaboratori che l'amavano. Era nata a Varese nel '46 e si era formata alla Scuola di ballo della Scala. Presto era entrata a far parte del corpo di Ballo dove è nominata Prima Ballerina.

Ma subito con quel suo temperamento inquieto guarda e realizza collaborazioni con vari coreografi: il danese Erik Bruhn, Žarko Prebil, Aurel Milloss... Uno degli apici della sua carriera è quando nel 1973 danza come prima ballerina nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit, il coreografo che più ha inciso nella sua lunga carriera.

Il maestro francese crea apposta per lei Lo Schiaccianoci. Sempre insieme realizzeranno Le Loup, Carmen, Coppelia, Notre Dame de Paris. "Trovo che i suoi personaggi femminili siano complessi e nello stesso tempo affascinanti da interpretare, perché danno la possibilità di esprimere molteplici sfaccettature dell'animo umano. Ho avuto modo di danzare quasi tutti i suoi ruoli più importanti, lo ringrazio ancora e lo considero un genio", dirà in una intervista di Petit. Da Marsiglia Elisabetta si trasferisce a Londra con il London Festival Ballet dove fa suo il repertorio classico affrontare Il lago dei cigni a La Sylphide.

Ma tra le doti della Terabust c'è anche quello di essere stata una grande interprete di autori moderni Glen Tetley (Sphinx, Greening), Barry Moreland, John Cranko (Onegin).

Negli anni Ottanta torna in Italia e diventa étoile ospite dell’Aterballetto, diventandone un po' "l'immagine": con l'Ater sarà protagonista di molti lavori di Amedeo Amodio, di William Forsythe, di Alvin Ailey e di Balanchine.

Nel '90, quando ormai la carriera di étoile è nella fase calante, passa alla direzione artistica, che era sempre stato un suo pallino anche per i talento a organizzare, dirigere.

Dal 1990 al 1992 guida il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma; dal 1993 al 1997 quello del Teatro alla Scala; dal 2000 al 2002 il MaggioDanza al Maggio Musicale Fiorentino; dal 2002 al 2006 il Corpo di Ballo al Teatro San Carlo di Napoli.

Nel 2007 torna di nuovo, alla direzione del Corpo di Ballo scaligero, ma i tempi sono cambiati e non è per lei un impegno né facile, né soddisfacente. Signorilmente anni dopo dirà solo che tra i problemi dei Corpi di Ballo c’è "il sistema burocratico, troppo spesso e troppo orientato ad obiettivi più economici che di qualità artistica".  


Tra i giovani talenti che nella sua lunga carriera ha contribuito a far emergere c'è la star Roberto Bolle:
"Grazie Elisabetta per tutto ciò che mi hai trasmesso e insegnato. Grazie per la tua passione e dedizione. Grazie x aver creduto in me fin dall'inizio e per avermi spinto a superare i miei limiti. Sarai per sempre nel mio cuore. #ElisabettaTerabust pic.twitter.com/Sabnck5lWq 
— Roberto Bolle (@RobertoBolle) 5 febbraio 2018
 
Gli ultimi anni li ha passati in relativo isolamento, facendosi vedere pubblicamente in occasione di qualche prima di danza o quando pochi anni fa, nel 2013, ha presentato il libro Elisabetta Terabust l'assillo della perfezione scritto dal danzatore e scrittore Emanuele Burrafato (per Gremese): un titolo che è quello della sua intera carriera, perché la cura della tecnica è stata una delle sue ossessioni, insieme alla passione. Fonte: Articolo di
ANNA BANDETTINI per http://www.repubblica.it/

La camera ardente sarà allestita mercoledì 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma in Via Ozieri 8 (vicino a Piazza Lodi). I funerali si terranno, lo stesso giorno alle ore 14.30, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto, Piazza del Popolo 18 (nota come la Chiesa degli Artisti).

Lgbt: Venezia "Buon Compleanno Tintoretto!" La chiesa della Madonna dell'Orto

BUON COMPLEANNO TINTORETTO! : STORIE E PERCORSI IN ATTESA DELLA MOSTRA “TINTORETTO 500”.
 La Chiesa della Madonna dell’Orto e la casa del Tintoretto

Il 2018 sarà l’anno del Tintoretto. A 500 anni dalla sua nascita il grande artista veneziano verrà celebrato con due prestigiose mostre che si svolgeranno a Venezia e successivamente, nel 2019, a Washington.

In attesa di poter ammirare questo grande evento espositivo, Venezia Arte, con le sue guide culturali, avrà il piacere di dedicare delle visite guidate agli ambienti culturali della città dove si conservano le significative numerose opere d’arte di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, per conoscere i luoghi dove è vissuto, approfondire e mettere a confronto le tematiche dei suoi splendidi dipinti.

Le prime quattro visite proposte saranno le seguenti:
- 27 gennaio La Scuola Grande e la Chiesa di San Rocco
- 24 febbraio Le opere di Tintoretto nelle chiese di San Cassiano, Santa Maria Mater Domini e San Polo
- 31 marzo La Chiesa di San Giorgio Maggiore con salita al campanile
- 28 aprile La Chiesa della Madonna dell’Orto e la casa del Tintoretto

Dettagli per la visita del 28 aprile 2018 alla chiesa della Madonna dell’Orto e la casa del Tintoretto
Durata della visita: 2 ore
Luogo di incontro: 14:30 davanti l’ingresso della chiesa della Madonna dell’Orto
Numero massimo di partecipanti per ogni gruppo: 25 persone
Costo della visita : 12,00 euro a persona + 3,00 euro a persona per l’accesso alla chiesa
INFORMAZIONI PER PARTECIPARE ALLA VISITA
La prenotazione è obbligatoria.
I “partecipo all'evento” sulla pagina Facebook NON costituiscono una prenotazione.

Per completare la prenotazione visitate il nostro sito e riempite il modulo al link
http://www.venezia-arte.com/tintoretto/prenota-tintoretto/ : vi verranno comunicati i dettagli per il bonifico.
E’ richiesto il pagamento anticipato tramite bonifico bancario del costo della visita (12,00 euro)
il biglietto d’ingresso di 8 euro a persona sarà pagato il giorno della visita alla biglietteria
Una volta effettuato il bonifico riceverete la conferma definitiva con tutte le informazioni necessarie.
L’evento avrà luogo anche in caso di maltempo.
Venezia Arte si riserva di annullare l’evento nel caso non fosse raggiunto il numero minimo dei partecipanti
fonte:  http://evenice.it/

Lgbt: Daniele Cipriani Entertainment presenta CORSO di PERFEZIONAMENTO di COREOGRAFIA

Daniele Cipriani Entertainment presenta CORSO di PERFEZIONAMENTO di COREOGRAFIA per danzatori e coreografi con gli artisti del TANZTHEATER WUPPERTAL PINA BAUSCH 

Nel 2018, da febbraio ad aprile, torna il Corso di Perfezionamento di Coreografia (progetto nato nel 1998 da un'idea di Daniele Cipriani): il percorso, che si articola in cinque week-end per un totale di 50 ore di lezione, propone una selezione di discipline pratiche e teoriche per la formazione e il perfezionamento del ruolo di “compositore coreografico”.

 Il tema di questa edizione è il TANZTHEATER WUPPERTAL PINA BAUSCH: in programma all'interno delle lezioni del corso, INCONTRI, WORKSHOP e SEMINARI tenuti dai maestri del Tanztheater Wuppertal e condotti da LEONETTA BENTIVOGLIO, e un incontro con NINNI ROMEO dal titolo “Fotografare Pina”. MAESTRI: PAU ARAN GIMENO (10-11 Febbraio) DAMIANO OTTAVIO BIGI (24 e 25 febbraio) LUTZ FÖRSTER (24-25 Marzo) FRANKO SCHMIDT (24-25 Marzo) JORGE PUERTA ARMENTA (7-8 Aprile) JO ANN ENDICOTT (28-29 Aprile)

MATERIE: Tecnica, laboratorio coreografico, composizione, repertorio e storia del teatrodanza. Conferenze e Incontri: - Conversazione di Leonetta Bentivoglio con Jo Ann Endicott, autrice del libro "Con Pina Bausch" - "Fotografare Pina" di Ninni Romeo - "Premesse, storia e promesse del Tanztheater Wuppertal". Lezioni di Leonetta Bentivoglio con proiezione di filmati - Incontro con Lutz Förster, condotto da Leonetta Bentivoglio

PARTECIPAZIONE: - Il Corso (aperto a danzatori, coreografi e uditori) è a numero chiuso - Preselezione mediante curriculum - Al termine del Corso, verrà rilasciato un attestato di frequenza - Per gli uditori non è necessaria la preselezione per l'effettuazione dell'iscrizione.

Il Corso si terrà presso il Balletto di Roma - centro di danza | Via Aurelia, 477 Roma

INFORMAZIONI e ISCRIZIONI Tel. 06 93663062 |
e-mail: programmazione@danielecipriani.it   www.danielecipriani.it
fonte:  www.danielecipriani.it

giovedì 1 febbraio 2018

Lgbt libri: "L'aurora delle trans cattive" Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender. Di Porpora Marcasciano

Abbracciando un periodo di circa quarant’anni e i suoi profondi cambiamenti socio-politici, Porpora traccia la propria genealogia trans aggiungendo tasselli essenziali alla ricostruzione storica di una cultura spesso relegata al margine. E lo fa da protagonista del percorso collettivo, ancora privo di una lettura condivisa, di chi si è posto consapevolmente nello spazio di confine tra i generi.

Con una scrittura “visiva” in grado di rendere in immagini ciò che ha visto e vissuto, Porpora ci accompagna in un mondo popolato di leggendarie trans che hanno dato vita, forma, scena e sceneggiatura a un’esperienza per molti versi più vicina alla dimensione spettacolare o performativa che a quella della vita reale, da cui erano del resto assolutamente escluse.

Vivere quella vita presupponeva avere muscoli, calli, scorza dura. L’assenza di riconoscimento e di diritti non poteva che favorire l’illegalità, e la prostituzione – fenomeno per molti aspetti con caratteristiche differenti da quelle odierne – diveniva l’asse portante dell’esistenza. Ma proprio questo percorso ha prodotto la capacità di parlare di sé in un tempo in cui esisteva solo lo sprezzante appellativo di “travestito” e nel vocabolario non c’erano ancora parole come transgender o gender variant. Gli aneddoti, i miti, le storie “scandalose” che Porpora racconta con il suo stile ironico e “favoloso”, si intrecciano con le riflessioni sulla presa di coscienza collettiva, sulla nascita del Mit (Movimento identità trans) e sulla conquista del riconoscimento giuridico con la legge 164 del 1982.

Porpora recupera l’epica trans delle origini per rivendicare il percorso straordinario di persone perseguitate, violentate, ferite nella loro dignità umana, che hanno avuto la forza di incrinare la narrazione dominante che fa della transessualità una dimensione patologica, raccontando un’esperienza di vita unica. Che rifugge anche i tentativi di normalizzazione dell’epoca postmoderna.
Se ti battezzano come disforica è chiaro che disforicamente ti costruisci, se ti definiscono patologica è chiaro che come malata ti muovi, se ti considerano criminale, depravata, degenerata non potevamo essere sante, tantomeno diventarlo, benché oggi tra molte consorelle l’aspirazione più diffusa sembra sia diventata quella di essere o sentirsi normali. «Io sono una persona normale», si precisa, ripetendolo affannosamente a un mondo la cui unica monolitica normalità resta esclusivamente la propria, ma sembra che tutto questo non sia chiaro. Proporrei di farcene una ragione, per vivere più tranquillamente senza affanni da perfezione. Essere non normali lo trovo più agibile, pratico, coerente se di coerenza si può parlare. Eviterei anche la parola diversi, perché essa presuppone l’altro da sé, quello non diverso, quindi uguale, quindi normale. Sarebbe come svilire, privare di senso le tantissime meravigliose creature che negli anni ho incontrato, svuotandole della loro splendente dignità.  Dall'8 febbraio 2018 in libreria.
 

Autrice: Porpora Marcasciano, presidente onorario Mit (Movimento identità trans), ha pubblicato per Alegre AntoloGaia. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta (2015). È autrice anche di Tra le rose e le viole – La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifestolibri, 2002) e di Favolose narranti. Storie di transessuali (Manifestolibri, 2008), e a curato insieme ad altri Elementi di critica trans (Manifestolibri, 2010).
fonte:  http://ilmegafonoquotidiano.it

lunedì 22 gennaio 2018

Rocco Chinnici, eroe antimafia con il volto di Castellitto su Rai1. Martedì 23 in prima serata



Martedì 23 in prima serata “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” tratto dal libro della figlia del magistrato ucciso. Con ritratti di Falcone e Borsellino
Il 29 luglio 1983 la mafia con un'autobomba in via Pipitone Federico a Palermo massacrò il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere del palazzo dove il magistrato viveva. “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” è un libro scritto dalla figlia Caterina Chinnici ed è la fiction girata da Michele Soavi che Rai1 trasmette martedì 23 gennaio in prima serata con Sergio Castellitto nel ruolo dell’uomo di giustizia che sfidò la mafia e i poteri collusi con la criminalità e concepì l’idea del pool antimafia. Cristiana Dell’Anna dà il volto alla figlia.

Nella fiction Paolo Borsellino, anche lui ucciso dalla mafia con un’autobomba, è interpretato da Bernardo Casertano che descrive il magistrato come “un uomo di un'integrità assoluta, che aveva come tutti delle paure, ma che con uno straordinario coraggio ha saputo abbracciare il suo destino''. Giovanni Falcone ha il volto di Paolo Giangrasso.

Dice Casertano alle agenzie: “Borsellino è assolutamente convinto della battaglia con Rocco, che per lui e Falcone è come un padre putativo. Insieme prendono consapevolezza dei rischi che dovranno affrontare''.
Il libro, come la fiction, guardano anche al lato umano e privato dei magistrati.
fonte: http://www.globalist.it/
Nella foto: Castellitto (al centro) nei panni di Rocco Chinnici con Falcone e Borsellino.
fonte: http://www.altroquotidiano.it

Lgbt: A Firenze, Marina Abramović a Palazzo Strozzi

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 A Firenze, Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più conosciute e controverse dell’arte contemporanea, celebre per l’utilizzo del proprio corpo come strumento di espressione.
L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva, frutto del diretto coinvolgimento dell’artista, che riunirà oltre 100 opere dagli anni Settanta a oggi offrendo, oltre ad una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera e alla riesecuzione dal vivo di sue celebri performance, la possibilità di scoprire la meno nota produzione degli esordi.
fonte:  https://www.palazzostrozzi.org


Orario mostra
Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00
Info Tel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org

Prenotazioni
Sigma CSC
Dal lunedì al venerdì
9.00-13.00 / 14.00-18.00
Telefono: +39 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

lunedì 18 dicembre 2017

Lgbt: La valorizzazione delle differenze. Inclusive Mindset, una nuova piattaforma per le aziende. Di Marco Buemi

Le organizzazioni nazionali ed internazionali, che investono nelle politiche di diversità ed inclusione nel mondo del lavoro, negli ultimi anni hanno fatto passi in avanti sia in termini di risorse investite che di incisività nell’attuazioni delle politiche elaborate. Il concetto di gestione delle differenze nasce negli Stati Uniti negli anni ‘60 e solo dagli anni ’90 in poi ha cominciato a diffondersi prima in Europa e poi successivamente anche in Italia. 

 

Il Diversity Management può essere definito come "un approccio diversificato alla gestione delle risorse umane, finalizzato alla creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, in grado di favorire l'espressione del potenziale individuale e di utilizzarlo come leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi" (Barabino, Jacobs e Maggio). Ma cosa significa questo in termini pratici per i cittadini, ma soprattutto per i lavoratori e per le organizzazioni pubbliche o private, e perché ormai è diventato indispensabile adottare politiche del lavoro inclusive?


Sin dagli anni ‘80, in seguito alla crescita dei flussi migratori, al processo di globalizzazione e all'internazionalizzazione dei mercati, i cittadini, i lavoratori e le aziende hanno dovuto relazionarsi con stakeholder e utenze eterogenei, e ciò ha comportato una variazione sostanziale nella composizione della forza lavoro. Le strutture stesse delle città in cui viviamo, ormai sempre più multiculturali, favoriscono la contiguità fra diverse appartenenze (territoriali, etniche, culturali e religiose) e diversi sistemi simbolici e valoriali.
Per questi motivi, oggi la sfida per le organizzazioni, pubbliche e private, è duplice: da un lato, è necessario che esse riconsiderino la vita lavorativa delle risorse impiegate al loro interno e i servizi offerti ai lavoratori; dall'altro è necessario adattare gli aspetti relazionali, sociali ed economici delle organizzazioni stesse in funzione di nuovi valori quali inclusione, creatività ed innovazione attraverso la creazione di nuove modalità di gestione delle risorse umane fondate sulle specificità dei singoli individui e la comprensione della differenza che contraddistingue le varie tipologie di soggetti attivi, in modo da dare avvio ad una modalità di gestione più partecipativa e inclusiva.

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fonte: Marco Buemi per http://obiettivo-sostenibile.blogautore.espresso.repubblica.it/

Lgbt: Trans, cambio di sesso e di nome in una volta sola: sconfitta la burocrazia



Il tribunale torinese accetta una rivoluzione che dimezza i tempi e soprattutto i costi

 Cambiare nome e sesso per via chirurgica, in un colpo solo. Da oggi anche a Torino si potrà farlo, lo afferma una sentenza del tribunale piemontese che ha riconosciuto ad Andrea, il nome è di fantasia, l'autorizzazione all'operazione e alla modifica dei documenti, con il passaggio del nome dal maschile al femminile o viceversa, in contemporanea. Una rivoluzione che dimezza i tempi della burocrazia, e anche i costi per le persone trans, che era arrivata in tutta Italia, ma non a Torino dove gli avvocati specializzati in questo tipo di cause non avevano mai ottenuto questo provvedimento.

A quanto si apprende dagli ambienti di Palazzo di Giustizia nessuno di loro lo aveva mai neppure chiesto: “I legali che hanno sempre gestito queste pratiche in città sostenevano che il tribunale non avrebbe mai seguito questo orientamento e così a quanto pare non presentavano la doppia domanda – racconta Cathy La Torre, avvocata e attivista Lgbt - O almeno così ci ha detto il giudice in sede di udienza, affermando che il Tribunale non aveva alcuna preclusione ad uniformarsi a una giurisprudenza più favorevole alle persone trans che così risparmiano tempo e soprattutto denaro”.

Una vicenda piuttosto grave perché questi legali sono quelli a cui si appoggia il CiDiGem, il centro disturbi identità di genere dell’ospedale Molinette di Torino che si occupa di tutte le persone che vivono nella non corrispondenza fra il proprio sesso biologico e quello psicologico, tanto da voler modificare aspetto e genere: “L'impressione è che nessuno mostrasse molto interesse ad abbassare onorari e spese di procedura. Considerate che invece di pagare doppio, ovvero due distinte cause, in questo modo si paga una solo procedura” continua Latorre.

I costi della pratica finora sono stati attorno ai 4.500 euro, mentre con la nuova sentenza la causa scendono enormemente: “Si riducono enormemente anche i tempi perché prima si arrivava a 4 anni dall'inizio del procedimento al cambio dei documenti” aggiunge l'avvocata. La giurisprudenza infatti consentiva da tempo ai non operati di cambiare nome, mentre per chi voleva fare anche l'operazione erano necessari due procedimenti, uno per l'intervento chirurgico e uno per i cambi nei documenti: “La prima causa l'ho fatta un paio d'anni fa a Modena, ma nel frattempo erano arrivate sentenze simili in tutta Italia – spiega La Torre – Mancava solo Torino dove tutti dicevano che non si potesse fare per un orientamento del tribunale. Oggi però scopriamo che più che un orientamento del tribunale forse si trattava di un interesse degli avvocati, mentre in questo tipo di cause il faro che orienta noi avvocati dovrebbe essere svolgere bene il nostro lavoro con onorari che non impediscano alle persone trans di agire il proprio diritto ad avere in tempi ragionevoli il cambio dei documenti e l'autorizzazione all'intervento. Questa sentenza lo dimostra”.

Il presidente del collegio del tribunale, Cesare Castellani, e il giudice estensore Marco Carbonaro, nella sentenza spiegano infatti che “nulla osta all'accoglimento della domanda di autorizzazione al trattamento medico-chirurgico per l'adeguamento dei propri caratteri sessuali al sesso maschile e alla contemporanea rettifica del nome, visto che da molti anni la parte è conosciuta così al mondo esterno. Ora ci aspettiamo che il Cidigem e i colleghi che seguivano gli utenti del Cidigem agiscano di conseguenza - conclude l'avvocata - Provando che l'interesse è quello di tutelare pienamente persone che già subiscono discriminazioni quotidiane a causa della loro transizione”.

fonte: 

mercoledì 15 novembre 2017

Lgbt: Politiche di pari opportunità e stereotipi di genere nei media italiani e scandinavi. Di Marco Buemi


In una società consumistica la pubblicità ed il marketing contribuiscono a definire e formulare i sogni, i desideri, le idee e le motivazioni degli individui. Se vogliamo costruire una società in linea con gli interessi dei cittadini e dai forti valori sociali, è cruciale affrontare il tema della pubblicità e dei media sensibilizzando i cittadini su uno dei valori più importanti: l'uguaglianza di genere. (In foto a Stoccolma - Spazio riservato per immagini di donne nude e ritoccate)

Finché l'immagine delle donne e degli uomini rimarrà limitata a degli stereotipi, o a meri oggetti di desiderio, sarà impossibile raggiungere una concreta uguaglianza dei sessi.

 A tal fine, risulta utile chiedersi in che modo la pubblicità, le notizie, e i principali strumenti di comunicazione influenzano e incrementano il divario di genere e come sensibilizzare il pubblico ad una visione consapevole delle problematiche legate a tale questione. In questi giorni a Roma, al Macro di Testaccio, è stato organizzato dall'agenzia di comunicazione sociale "Sulle Ali" un Festival dedicato alle donne e alla violenza di genere  “Signori e Signore… ingresso libero dalla violenza”, quattro giorni dedicati a teatro, fotografia, arte, cinema, spettacoli, laboratori e convegni per sensibilizzare al grande problema sociale ma anche economico e sanitario della violenza sulle donne. I dati che emergono dall’ultimo rapporto Istat e presentati all’audizione del 27 settembre scorso alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere ci dicono che è del 31,5% la percentuale delle donne fra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica e sessuale nella loro vita. Il 10,5% di queste hanno un’età compresa fra i 25 e i 34 anni, e 4 su 10 sono le donne che hanno subito vessazioni psicologiche a cui sono seguite le violenze. Una dei workshop più interessanti, alla quale ho avuto il piacere di partecipare, insieme ad altri giornalisti di radio, televisione e carta stampata, è stata quella in cui si è analizzato e discusso l’importante ruolo dei media nel trattare temi riguardanti la violenza sulle donne e di come essi possano influire nella creazione di una cultura sessista. A che punto sono arrivate in Europa e, soprattutto, in Italia le politiche tese ad arginare tale fenomeno, e come si possono porre limiti ad una stereotipazione latente che plasma e modella i sistemi cognitivi e valoriali della popolazione? Nella fattispecie, il mio intervento ha analizzato la diffusione di pubblicità sessiste in Italia e la differenza tra il nostro paese ed i paesi nordici, grazie al fatto di aver studiato e lavorato in Svezia per l'Ombudsman contro le discriminazioni.
Uno spunto di riflessione ce lo dà la recentissima pubblicazione del rapporto 2017 del World Economic Forum (WEC) sul Global Gender Gap che stabilisce una classifica dei paesi più virtuosi sulla parità di genere in quattro aree fondamentali: economia, politica, salute e formazione. Secondo il rapporto del WEC nel 2017, l'Italia perde ben 32 posizioni rispetto al  2016 dove si trovava al 50° posto, e 41 posizioni rispetto al 2015 dove si trovava al 41° posto, collocandosi nel 2017 all'82esimo posto su 144 paesi analizzati.
Global Gender Gap Report 2017 - Italy

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fonte: Marco Buemi per http://obiettivo-sostenibile.blogautore.espresso.repubblica.it/

Lgbt: "Favola" il film di Sebastiano Mauri in concorso al Torino Film Festival 35

Favola, commedia surreale diretta da Sebastiano Mauri, sarà presentanta in concorso alla 35esima edizione del Torino Film Festival.


La commedia fantastica Favola, diretta dallo scrittore ed artista Sebastiano Mauri, sarà presentata nella sezione After Hours alla 35esima edizione del Torino Film Festival. Il film, una produzione Palomar con la collaborazione di Rai Cinema, è interpretato da Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Santagostino, Sergio Albelli e Piera Degli Esposti.

Favola è una commedia fantastica e surreale che affronta l’attualissima tematica dell’identità attraverso un’estetica sfarzosa e sorprendente. Siamo negli States degli anni Cinquanta: Mrs. Fairytale, il cui cognome è già tutto un programma, trascorre le sue giornate in una gabbia dorata tra barboncini impagliati, tè corretti al whisky, minacce d’imminenti invasioni aliene e peccaminose lezioni di mambo.
Nella meravigliosa e sfarzesca dimora di Mrs. Fairytale, che si scambia ricette e segreti con l’intima amica Mrs. Emerald, prendono corpo, si realizzano e s’infrangono sogni e aspirazioni: ciascun personaggio è libero di essere ciò che vuole, ma dietro la patina dorata e scintillante si nasconde una realtà ben diversa. Favola è l’adattamento cinematografico dell’omonima versione teatrale scritta e messa in scena dallo stesso Filippo Timi nel 2011.

Lgbt: A Torino la Trans Freedom March sabato 18 novembre


In occasione del Transgender Day of Remembrance (TDoR), il giorno dell’anno in cui si ricordano le vittime transessuali uccise nel mondo e oggetto di violenze e discriminazioni, il Coordinamento Torino Pride organizza per sabato 18 novembre a Torino, la Trans Freedom March, con il patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte e Città di Torino.
"Con questo appuntamento vediamo le istituzioni, associazioni, i privati insieme contro i maltrattamenti e le discriminazioni subiti dalle persone vittime di transfobia – spiega l’assessora regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti - La Trans Freedom March rappresenta l’occasione per sottolineare l’importanza del principio di autodeterminazione".

Durante la presentazione dell’evento, che si è tenuta il 9 novembre nel Palazzo della Regione Piemonte, sono intervenuti oltre all’assessora Monica Cerutti, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, l’assessore alle Pari opportunità di Torino, Marco Giusta, il coordinatore di Torino Pride, Alessandro Battaglia, la rappresentante dello sportello Maurice GLBTQ, Monica De Giorgis.
Da parte di tutti l'invito a partecipare il 18 novembre alla marcia che si svolgerà nel pomeriggio per le strade del centro di Torino, con partenza alle ore 16,30 da piazza Vittorio.
"Le celebrazioni però non sono nulla se non sono accompagnate da fatti concreti. Ne voglio segnalare quattro: quest'anno abbiamo chiesto ai sindaci dei Comuni capoluogo di ospitare gratuitamente il manifesto della #TransFreedomMarch; abbiamo istituito per i dipendenti della Regione Piemonte il tesserino identificativo “consono al genere d’elezione”; stiamo rafforzando il CIDIGEM – Centro Interdipartimentale Disturbi d’Identità di Genere che si trova presso la Città della Salute di Torino; stiamo, grazie alle leggi regionali 4 e 5 che sono state approvate l'anno scorso, progettando azioni concrete che riguardano l'inserimento e il reinserimento lavorativo. Oltre alla sensibilizzazione le istituzioni devono mettere in campo politiche" - ha concluso l'assessora Monica Cerutti.
Sempre il 18 novembre, al mattino si terrà il convegno organizzato dalle associazioni che si occupano di violenza contro le donne e dal Sevizio LGBT della Città di Torino sul tema della transfobia e della violenza contro le donne.
Tra gli eventi collaterali anche la mostra “Tra le Nuvole - Elovun el Art”, progetto fotografico realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofano, allestito a Torino sotto i portici di piazza Castello, di fronte al Palazzo della Regione. L’esposizione, declinata in nove cartelli per altrettanti spunti di riflessione, si muove su due linee narrative differenti, quella dei ritratti allegorici, e quella informativa.
Informazioni dettagliate sul programma della giornata
Alessandra Quaglia
alessandra.quaglia@regione.piemonte.it
fonte:  http://www.regione.piemonte.it/

mercoledì 4 ottobre 2017

Lgbt: DRUSILLA FOER L'icona di stile, cantante e attrice, dal 5 ottobre su SKY UNO HD come giudice di STRAFACTOR

DRUSILLA FOER L'icona di stile, cantante e attrice,
dal 5 ottobre su SKY UNO HD come giudice di STRAFACTOR,
dal 29 novembre riporta in scena il suo recital ELEGANZISSIMA, 
per la direzione artistica di Franco Godi


a MILANO, Teatro dal Verme (29.11), TORINO, Teatro Colosseo (6.12), 
BOLOGNA, Teatro Il Celebrazioni (13.12), ROMA, Audit. Parco della Musica (16.12), 
FIRENZE, Teatro Niccolini (29, 30 e 31.12), BARI, Teatro Palazzo (3.02)


 Il suo primo video, I WILL SURVIVE, reinterpretazione della hit di Gloria Gaynor presente nel recital, è online sul suo canale Youtube ufficialhttps://www.youtube.com/DrusillaFoer


Mentre sta per cominciare la sua nuova avventura televisiva come giudice della nuova edizione di Strafactor dal 5 ottobre su Sky Uno HD, Drusilla Foer, la carismatica icona di stile, riporta in scena il suo recital “Eleganzissima” in un tour che fino alla primavera 2018 la vedrà protagonista nei teatri delle principali città italiane.  Prima tappa il 29 novembre prossimo al Teatro Dal Verme di Milano. Gli appuntamenti successivi sono il 6 dicembre al Teatro Colosseo di Torino, il 13 al Celebrazioni di Bologna, il 16 all'Auditorium Parco della Musica a Roma. A questi seguirà una tripla rappresentazione al Teatro Niccolini di Firenze, il 29, 30 e 31 dicembre e una singola al Teatro Palazzo di Bari il 3 febbraio 2018. I biglietti per le date di Milano, Torino, Bologna e Roma sono in vendita nel circuito Ticketone, mentre Bari e Firenze sono al momento in vendita attraverso il sito e la biglietteria dei rispettivi teatri.

Da oggi inoltre è online sul canale ufficiale Youtube dell'artista, https://www.youtube.com/DrusillaFoer, il nuovo brano "I Will Survive", il primo video musicale ufficiale di Drusilla Foer, che interpreta in una nuova chiave la hit portata al successo da Gloria Gaynor e ritenuta comunemente un inno al divertimento. Il video è visibile a questo link: http://bit.ly/Dru_IWillSurvive .

Il brano fa naturalmente parte di" Eleganzissima", il recital scritto e interpretato da Drusilla Foer, che racconta, in un'alternanza di humour sagace e di malinconia commovente, aneddoti tratti dalla propria vita straordinaria, vissuta fra l'Italia, Cuba, l'America e l'Europa, e costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. In "Eleganzissima", essenziali al racconto biografico sono le canzoni dello spettacolo, che Drusilla interpreta dal vivo accompagnata dai suoi musicisti: il Maestro Loris di Leo al pianoforte, che ha curato anche gli arrangiamenti dello spettacolo, Nico Gori ospite speciale al clarinetto e al sax, Ettore Bonafè al vibrafono e percussioni e Nico Vernuccio al contrabbasso. La direzione artistica è di Franco Godicompositore per la pubblicità, per la tv e per il cinema fin dagli anni '60, scopritore e artefice dell'hip hop di successo in Italia dagli anni '90 in poi, qui in veste di produttore con la sua Best Sound e infine sul palco per un cameo alla chitarra.


In scaletta, oltre alla già menzionata "I Will Survive", troviamo brani di autori estremamente vari, come lo è l'andamento emotivo del recital: si va da Lelio Luttazzi a Jobim, passando attraverso le indimenticabili canzoni di Amy Winehouse, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, David Bowie, Don Backy, fino a perle più nascoste come "Vucchella" di Tosti/D'Annunzio o un brano dalla voce del primo Novecento milanese Milly, ognuno legato a episodi specifici della vita avventurosa di Madame Foer.


Drusilla Foer, originaria toscana, è da tempo un'icona di stile: si è già fatta notare nel 2012 al cinema con Ferzan Özpetek in "Magnifica Presenza" e in televisione con Serena Dandini per "The Show Must Go Off" su La7. E' stata fotografata fra gli altri da Mustafa Sabbagh, considerato fra i venti fotografi contemporanei più importanti, in una mostra a Lei dedicata "Itinere", all’Aria Art Gallery di Firenze nel 2016. Ha posato come installazione all’interno di Maraveé Corpus a Udine, collettiva di grandi artisti internazionali come David LaChapelle e Cindy Sherman. Ha posato per lo stilista e designer Alessandro Gaggio, indossando i gioielli che in giugno 2016 sono stati esposti al Museo Bellini di Firenze accompagnati dalle sue foto. Personaggio irriverente e antiborghese, si è spesso prestata a sostegno di cause sociali per lei importanti: ha quindi posato per un calendario a favore di Anlaids nel 2013, mentre nel 2016, nell'ambito del WeWorld Film Festival, ha aderito alla special night benefica "Fare Bene Fa Bene" dedicata alle Donne di Merito e organizzata da The Circle, l'associazione internazionale fondata da Annie Lennox. Ha partecipato con un brevissimo estratto di "Eleganzissima" all'edizione 2017 dei "Diversity Media Awards", che si sono tenuti a fine maggio all'Unicredit Pavillion di Milano. Alla serata, presentata da Fabio Canino e Carolina di Domenico, in onda su Real Time TV (can 31 DT e on demand sul sito), hanno preso parte personaggi del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dell'impegno sociale come Paola Turci, Ermal Meta, Oscar Farinetti, Gino Strada, J-Ax, Malika, Antonio Ornano, Gino&Michele, La Pina, Roberto Vecchioni, Francesco Merlo, Ilaria Dallatana e tantissimi altri. Anche in questa occasione, Drusilla ha ricevuto moltissimi complimenti per l'intensità e l'eleganza dell'esibizione dal vivo e ha riscosso grande interesse per il suo spettacolo teatrale.

"Eleganzissima" è stato rappresentato al teatro La Limonaia di Sesto Fiorentino e ha debuttato nel 2016 in anteprima nazionale per due settimane al Teatro Franco Parenti di Milano. Visto il grande successo e l'unanime apprezzamento di pubblico e critica, lo spettacolo è stato richiesto da altri teatri, nei quali si è presentato in versione deluxe, leggermente modificato e arricchito da una live band al gran completo. Dopo una straordinaria doppia replica al Politeama Pratese con 2000 persone, è andato in scena nell'aprile 2017 per 3 serate acclamatissime a Barcellona, all'interno della rassegna "Aria di Primavera" dedicata al teatro italiano. Durante l'estate 2017 il recital ha conquistato anche gli spettatori dell'Estate Fiesolana e del Teatro Grande La Versiliana e dall'inverno 2017 è in un tour teatrale che toccherà varie città.

Sito web: https://drusillafoer.com               
FB: Drusilla Foer
Instagram drusillafoer
fonte:  Ufficio stampa: pantarei 3.0 - photo Serena Gallorini

domenica 17 settembre 2017

Lgbt: "Florence Queer Festival" A Firenze la cultura queer protagonista per la 15° edizione dal 26 settembre al 1° ottobre al Cinema La Compagnia

Diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci appuntamento settembrino per la quindicesima edizione del Florence Queer Festival che si terrà nella cornice del Cinema La Compagnia.

Anche quest'anno torneranno i film del concorso, nazionale,VideoQueer pensato per raccontare l’universo gay, lesbico, bisex e transgender, organizzato dal Florence Queer Festival con il sostegno della Regione Toscana e dell'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Firenze. 



Una giornata al femminile da segnare in agenda quella dimercoledì 27 settembre dove sarà possibile vedere una super anticipazione sul documentario di in fase di lavorazione su Caterina Bueno, firmato da Francesco Corsi prodotto da Kiné in collaborazione con l'Istituto De Martino e l'Associazione Culturale Bueno, oltre all'appena passato alla berlinale documentario Chavela firmato da Catherine Gund e Daresha Kyiche sarà proiettato alla presenza della cantante Ginevra di Marco.Domenica 1° ottobre, in collaborazione con il Festival Internazionale di Cinema e Donne, Femminista della canadese Fougère: road movie, viaggio nel cuore del femminismo globale,dalla Turchia al Portogallo.
Apertura del FQF che guarda all'Asia con il debutto cinematografico di Jennifer Reeder, Signature move, ottanta minuti di una commedia allo stesso tempo divertente e riflessiva che racconta la storia di una avvocata di Chicago di origine pakistana divisa tra la sua cultura di origine, la madre che la vorrebbe sposata, ed il suo essere lesbica ed appassionata di wrestling.
Proiezione realizzata in collaborazione con Firenzen Suomi-Seura (Associazione Culturale Italo-finlandese di Firenze) per la sera di sabato 30 settembre con Tom of Finland del regista Dome Karukoski. In scena la vita e l'opera di una delle figure più influenti e celebrate della cultura gay del ventesimo secolo, Touko Laaksonen conosciuto con la firma di “Tom of Finland” per i suoi disegni omo-erotici.
Tra le anteprime italiane da non perdere Abrazame como antesdella costaricana Jurgen Ureña, ispirato al romanzo di Tatiana Lobo, Candelaria casuale, racconta la storia di Veronica, l'attrice Jimena Franco, donna transgender che lavora come prostituta in un piccolo sobborgo della capitale del Costa Rica. Jewel's Catch One di Fitz, storia di Jewel Thais-Williams, imprenditrice e attivista di "The Catch", la più antica discoteca di proprietà nera in America. CCH Pounder voce narrante di questo viaggio visivo e musicale evidenziato da interviste esclusive con Sharon Stone, Thelma Houston, Madonna, Sandra Bernhard, Thea Austin e Bonnie Pointer. The book of Gabrielle di Lisa Gornick, commedia che segue una scrittrice alle prese con una guida sul sesso dal titolo “How to do it”.
Per i film italiani segnaliamo dal nostro programma Temporary Queens: Regine dal tramonto all'alba di Matteo Tortora, che sarà presente in sala, dedicato all'arte delle drag queen. 

Andrea Meloni sarà a Firenze per presentare il suo lavoro Ne avete di finocchi in casa? indagine di come il cinema nostrano ha trattato, in un clima prettamente omofobo, la figura dell'omosessuale. Ironico e pungente va ad intervistare i protagonisti di quella stagione cinematografica da Banfi, ai Vanzina a Leo Gullotta.


Anticipazioni sul Queer Books appuntamento con la letteratura a tematica tutte le sere alle 19,30 ad ingresso libero, in saletta MyMovies (Cinema La Compagnia, via Cavour 50r).
Apertura il 26 settembre con Vittoria Schisano e il suo racconto autobiografico,  edito da Sperling&Kupfer, “La vittoria che nessuno sa”. Ospiti il 28 settembre Luca Baldoni insieme aMarco Simonelli, Lino Centi, Fabio Dobrilla e Francesco Gnerre pronti a presentare al pubblico fiorentino il numero speciale della rivista francese Inverses dedicato all'Italia. Inversessi occupa da 15 anni di omosessualità nella letteratura e nelle arti da una prospettiva internazionale e comparata, e sarà l'occasione di affiancare questo spaccato con la presentazione della seconda edizione, ampliata, dell’antologia “Le parole tra gli uomini”.
Obiettivo aperto sul progetto fotografico di Antonio Mocciola e Mariagiovanna Grifi Addosso. Le parole dell'omofobia”, che saranno alla Compagnia assieme all'attivista gay Andrea Giuliano per il pomeriggio del 29 settembre.  Sui corpi nudi di uomini e donne il giornalista Antonio Mocciola ha scritto 111 frasi omofobe tratte dall'ampio repertorio di politici, ecclesiastici e personaggi pubblici vari. Frasi gravissime, perché amplificate dai media, che hanno contribuito all'isolamento sociale di tante persone e dato fiato al bullismo verso tanti giovanissimi.
Gli ultimi due appuntamenti in occasione del Florence Queer Festival saranno con Margherita Giacobino e il suo romanzo “Il prezzo del sogno” e, serata di chiusura, con Francesco Magiacapra e Willy Vaira con il romanzo  “Il numero uno. Confessioni di un marchettaro”, storia di avvocato diventato prostituto.
Il Queer Book sconfina anche nell'autunno inoltrato con altre due date ospiti della Libreria IBS/Il Libraccio di via Cerretani: “Volevo essere bionda” di Veronica Barsotti (6 ottobre ore 18) e  “Oroscopo 2018” di Simon&theStars (17 novembre ore 18).
Da segnare in agenda le tre date con i Queer Focus, anche questi ad ingresso gratuito e sempre al Cinema La Compagnia. Un weekend di approfondimenti su tematiche specifiche, vere e proprie lezioni, inizio alle ore 11, con Luca Locati Luciani e Andrea Meroni  (venerdì 29 settembre, Le regine della Notte. Il Queer Clubbing nel cinema), Gianluca Meis ( sabato 30 settembre, Paolo Poli. Un morso educato), Enrico Salvatori(domenica 1°ottobre, Culture queer in Italia 1957-2017)
Accompagneranno il Florence Queer Festival due mostre. La prima a cura di Alessandro LussuLocandine impazzite, immersione nell'universo queer del cinema d'autore a partire dagli anni Settanta, e Tom of Finland Memorabilia a cura di Luca Locati Luciani, immagini dei disegni omo-erotici che hanno reso famoso Touko Laaksonen.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’associazione Ireos - Centro Servizi Autogestiti per la Comunità Queer di Firenze, in collaborazione con Arcilesbica Firenze e Music Pool, con il contributo della Regione Toscana.

Biglietti cinema Compagnia:
I LUOGHI DEL FESTIVAL
La Compagnia via Cavour, 50r
IBS+Il Libraccio via de’ Cerretani, 16r tel. 055 287339
Infoline: Ireos: 055 216907 MusicPool: 055 240397
fonte:  comunicato stampa Florence Queer Festival

mercoledì 5 luglio 2017

Lgbt: Marina Abramović a Palazzo Strozzi. Nel 2018 la prima retrospettiva italiana a Firenze

 
Dopo Ai Weiwei e Bill Viola, la figura scelta dall’istituzione fiorentina per la grande retrospettiva annuale dedicata all’arte contemporanea è Marina Abramović. Annunciata anche la riesecuzione dal vivo di alcune sue celebri performance.


 Il contemporaneo è – ormai – di casa a Firenze. Nella stessa settimana in cui il Forte di Belvedere e altre 8 sedi espositive cittadine hanno accolto le oltre 100 opere di artisti italiani selezionate per la mostra YTALIA. Energia Pensiero Bellezza. Tutto è connesso, in una lunga intervista concessa all’edizione toscana de La Repubblica Arturo Galansino ha fatto luce sugli appuntamenti in arrivo nell’istituzione che dirige. 

A emergere con forza sono i nomi di Marina Abramović e di Carsten Höller, con il quale precisa Galansino “stiamo lavorando per realizzare, quanto prima, un progetto per Palazzo Strozzi: sicuramente non si tratterà di un’installazione “spot”, ma di un’operazione inserita in una vera e propria mostra site specific”. Già confermata invece, la “straordinaria retrospettiva”sull’artista originaria di Belgrado, al via il 21 settembre 2018, prima in Italia, seconda in Europa, seguendo quella al Moderna Museet di Stoccolma. Resa possibile con il suo diretto contributo, la mostra costituirà l’occasione per riunire a Firenze oltre 100 opere, realizzate nell’arco temporale che dagli anni Settanta arriva fino ai giorni nostri. 

Così come avvenuto nel processo intrapreso con Bill Viola in occasione di Rinascimento Elettronico, ancora aperta fino al 23 luglio prossimo, anche in questo caso Galansino ha voluto sottolineare il legame dell’artista con l’Italia e, in particolare, con la città di Firenze. “Qui”, ha precisato ancora nell’intervista nell’edizione locale del quotidiano La Repubblica, “ha prodotto diversi video ed è stata protagonista di varie mostre, ma non aveva mai avuto una monografica completa. La nostra ripercorrerà la sua carriera dagli esordi alle grandi produzioni, mettendo al centro proprio il rapporto col nostro Paese. Ci saranno sicuramente dei re-enactment, ma lei stessa verrà a Firenze e con ogni probabilità riserverà al pubblico qualche sorpresa.”

DAL ‘500 FIORENTINO ALLE UTOPIE RADICALI FINO ALL’ITALIA DEL DOPOGUERRA
Dopo lo stop del mese di agosto, intanto, da settembre Palazzo Strozzi accoglierà Il Cinquecento a Firenze. Da Michelangelo a Vasari, attesa mostra che chiude il ciclo dei tre appuntamenti curati da Carlo Falciani e Antonio Natali. Dopo la retrospettiva del 2010 su Bronzino e l’acclamata Pontorno e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della Maniera del 2014, il duo curatoriale questa volta si è focalizzato su una “eccezionale epoca culturale e di estro intellettuale”, segnata dalla Controriforma del Concilio di Trento e dal mecenatismo di Francesco I de’ Medici. Esattamente un anno prima della monografica su Marina Abramović, il piano nobile di Palazzo Strozzi accoglierà quindi oltre 70 opere di Michelangelo, Bronzino, Giorgio Vasari, Rosso Fiorentino, Pontormo, Santi di Tito, Giambologna e Bartolomeo Ammannati.

Da ottobre 2017, negli spazi underground della Strozzina verrà inoltre ricostruita, per la prima volta in maniera ampia e unitaria, la stagione delle avanguardie radicali. Curata da Pino Brugellis, Gianni Pettena e Alberto Salvadori, e in parte anticipata da appuntamento compreso nel palinsesto dell’Estate Fiorentina, la mostra Utopie Radicali renderà omaggio alle esperienze che si susseguirono tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento, tra cui 999, Archizoom, Superstudio, Ufo, Zzigurat. Riflettori ancora puntati sul Novecento a partire dal 16 marzo 2018, con l’apertura di Nascita di una nazione.

 Dopo l’esperienza di Da Kandinsky a Pollock, questo nuovo appuntamento a cura di Luca Massimo Barbero ricostruirà gli scenari artistici italiani del secolo scorso attraverso i lavori, tra gli altri, di artisti Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Mario Schifano, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto.
fonte: di Valentina Silvestrini per http://www.artribune.com