giovedì 5 aprile 2018

Lgbt: Film "Maria by Callas" Il ritratto sincero di una donna e di una diva, dal 16 al 18 aprile in sala.


 Un film evento da non perdere, nelle sale dal 16 al 18 aprile. Un omaggio che arriva a quarant’anni dalla scomparsa della voce più grande di sempre. Un’occasione unica per conoscere la Divina attraverso le sue parole, la sua arte e la sua vita. Maria by Callas di Tom Volf è tutto questo: il ritratto sincero e appassionato di una leggenda immortale.

Il regista Tom Volf ci dona una testimonianza sorprendente, fatta di video privati in Super 8 e 16mm, interviste dimenticate, registrazioni di esibizioni teatrali fatte dai fan della cantante e corrispondenza privata. Il tutto scandito elegantemente dal sapiente montaggio di Janice Jones, e una colonna sonora composta da registrazioni inedite, rimasterizzazioni di nastri donati da conoscenti della Callas e fanclub.

Un’incredibile raccolta di immagini tra foto e video, la maggior parte delle quali inedite o rarissime, rese per la prima volta a colori. Il risultato di anni di ricerca è un film intenso e prezioso che testimonia l’esistenza di una donna autentica, nascosta dietro l’imponente immagine della Divina Callas: Maria. Volf scava a fondo, alla ricerca della vera Maria, mostrandola sotto una luce diversa: non più una diva difficile ma una donna forte e incompresa in lotta con la sua stessa ingombrante icona. Lo fa dando vita e ai pensieri e alle parole della stessa Maria, la cui voce in Italia è affidata a un’attrice altrettanto straordinaria: Anna Bonaiuto.

Un talento sconfinato, una passione tenace, una voce diventata leggenda: Maria Callas ha rivoluzionato il mondo della lirica, imponendosi come artista e come icona e conquistando l’amore del pubblico. Se Thomas Mann ci insegna che l’Arte è vita su un gradino più alto, l’esistenza di Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropoulos ci dimostra quanto questa ascesa possa essere travagliata.
Fu sua madre la prima a vedere in lei un’innata predisposizione all’arte, scegliendo al  suo posto quello che è stato poi il suo destino. Un destino che si compirà di palco in palco, di personaggio in personaggio: Maria darà vita e anima (non semplicemente la voce) alle eroine del Melodramma, da Tosca a Violetta Valery a Lucia di Lammermoor, fino a Norma (e per molti è lei la più grande Norma mai esistita).
Come loro, anche Maria diventa un simbolo: è la Callas, la Divina, archetipo dell’Artista che si nutre di passioni travolgenti, che vive d’amore. Un mito su cui il sipario non si chiuderà mai.

Su di lei si è scritto e detto tutto, e il contrario di tutto: adesso è il momento di scoprire la versione di Maria, ricostruita attraverso le sue parole e i racconti storie più intimi dei tanti personaggi che hanno condiviso con lei un’epoca e un viaggio straordinari. Le luci della ribalta si accendono al cinema, con Maria By Callas, dal 16 al 18 aprile in sala.

TROVA LA TUA SALA CLICCANDO QUI
fonte:  https://www.mariacallasalcinema.it

Al 33° Lovers Film Festival – Torino LGBTQI. Rupert Everett con "THE HAPPY PRINCE"


RUPERT EVERETT ALL’ANTEPRIMA NAZIONALE

di
THE HAPPY PRINCE
L’ultimo ritratto di Oscar Wilde

di e con Rupert Everett

Torino, Cinema Massimo – Sala 1
10 aprile 2018 – 21.00

 (Biglietto unico di ingresso riservato ai maggiori di 18 anni: 3 euro)


Rupert Everett sarà a Torino il 10 aprile alle 21.00 al Cinema Massimo per lanteprima nazionale del film THE HAPPY PRINCE - L’ultimo ritratto di Oscar Wilde, di cui è interprete e regista, promossa dal 33° Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions (Torino, 20/24 aprile 2018). La pellicola prodotta da Palomar e distribuita da Vision Distribution sarà nelle sale italiane dal 12 aprile 2018.
Biglietto unico di ingresso riservato ai maggiori di 18 anni a 3 euro.

La serata sarà introdotta dal saluto di Rupert Everett, del presidente del Museo Nazionale del Cinema, Laura Milani e del presidente e della direttrice del Lovers Film Festival, Giovanni Minerba e Irene Dionisio.
Il regista e attore britannico sarà protagonista di un dibattito dopo la proiezione.

IL FILM
Nella stanza di una modesta pensione di Parigi, Oscar Wilde (Rupert Everett) trascorre gli ultimi giorni della sua vita e come in un vivido sogno i ricordi del suo passato riaffiorano, trasportandolo in altre epoche e in altri luoghi. Non era lui un tempo l’uomo più famoso di Londra? L’artista idolatrato da quella società che l’ha poi crocifisso?   Oggi Wilde ripensa con malinconia alle passioni che l’hanno travolto e con tenerezza al suo incessante bisogno di amare incondizionatamente. Rivive la sua fatale relazione con Lord Alfred Douglas (Colin Morgan) e le sue fughe attraverso l’Europa, ma anche il grande rimorso nei confronti della moglie Constance (Emily Watson) per aver gettato lei e i loro figli nello scandalo dopo l’estrema condanna per la sua omosessualità. Ad accompagnarlo in questo ultimo viaggio solo l’amore e la dedizione di Robbie Ross (Edwin Thomas), che gli resta accanto fino alla fine nel vano tentativo di salvarlo da se stesso e l’ affetto del suo più caro amico Reggie Turner (Colin Firth). THE HAPPY PRINCE è un inedito ritratto del lato più intimo di un genio che visse e morì per amore.

IL CAST

Regia: RUPERT EVERETT
Sceneggiatura: RUPERT EVERETT

Con: RUPERT EVERETT nel ruolo di Oscar Wilde
COLIN FIRTH, EDWIN THOMAS, COLIN MORGAN, EMILY WATSON, TOM WILKINSOS, MIRANDA RICHARDSON, BEATRICE DALLE, JOHN STANDING

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Il Lovers Film Festival – LGBTQI Visions, che è giunto alla trentatreesima edizione e che nel 2018 si svolgerà a Torino dal 20 al 24 aprile, è amministrato dal 2005 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del MiBACT – Direzione generale Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino.
fonte: Ufficio stampa 33° Lovers Film Festival

mercoledì 14 marzo 2018

Lgbt: Fenomenologia delle migliori Sagre di Paese (e molto altro)

Le sagre, spesso nate o rinate negli anni ’90, sono feste di partito senza partito. Alle elezioni vincerebbe la Pro Loco.

Enrico Dal Buono è un millennial fatto e finito. Infatti è nato nel 1982 e ha le stimmate nevrotiche della sua generazione: ansie, impazienze, mania per le serie tv, ecc. Ma a tutto ciò aggiunge dei tratti da giovane anziano che ne fanno un curioso e puntiglioso e implacabile cronista dell’Italia padana. Di quell’Italia dalla quale è bello scappare almeno quanto ritornare, per immergersi, certe domeniche d’afa, nella Festa della Salama da sugo, del tortello di zucca, della braciola di castrato, del trattore cingolato e via dicendo tra le sagre di paese.


Giornalista, professore di scrittura creativa alla Naba e per la Scuola Holden, è scrittore alfieriano nella disciplina. Uno di quelli che se si inchioda alla sedia per scrivere qualcosa non lo porterete a bere una birra manco se vi presentate in compagnia di Charles Bukowski, Bret Easton Ellis e Irvin Welsh, pronti per una sbronza.

Audace romanziere, con La Vita Nana (Baldini & Castoldi) ha bombardato diversi tabù. Ma è con questo breve saggio in libreria dall'8 marzo, La provincia è Sagra - resistenza culinaria di un mondo in disfatta (Historica, in libreria dall'8 marzo 2018), che offre una visuale quasi metafisica di quell’Italia dei comuni e delle fattorie saccheggiata da Farinetti e Slow food, ma dimenticata, con un po’ di snobismo, dalla smart community contemporanea. Il che però finisce per essere un bene: Uber, Amazon Prime, Airbnb qui sono forestieri. Scordateveli ed entrate in una balera sudata in pieno agosto, sfidate le zanzare-drone sotto le tensostrutture dove si respira grasso fritto, affinate la tecnica della posata di plastica e moderatevi nell’arbitrare l’entertainment locale. Se ne siete capaci.

O no, che ne dice professore?
Dico che l'esperienza più estrema è stata frequentare le sagre con i miei genitori. Mio papà che pretendeva di fare un critica musicale dei famigerati "duo" delle sagre (una donna che canta e un uomo che...vive), mia mamma che pretendeva di ballare il tango sulle note di Ivana Spagna.

La Sagra oggi si fa perché si deve fare o è un sabato del villaggio contemporaneo?
Con lo spegnersi delle ideologie novecentesche, con l'indebolirsi delle grandi feste di partito, le sagre sono diventate la principale occasione di ritrovo delle piccole comunità. Dall’epica all’ortica, il canto del cigno della provincia è un grande rutto. Le sagre, spesso nate o rinate negli anni Novanta, sono feste di partito senza partito. Alle elezioni vincerebbe la Pro Loco.

Se atterra un marziano nella Bassa a quale Sagra gli consiglia di non mancare mai, assolutamente?
Sagra della Vongola Verace di Goro. Hanno il padellone per vongole più grande del mondo, da fare invidia a un disco volante venusiano. Tiene sei quintali e settantacinque chili di molluschi. Aggiungono 30 litri di olio, 25 di vino bianco, 15 limoni, qualche badilata di prezzemolo e di peperoncino, poi rigirano e raspano le vongole col rastrello.

Che cosa non va oggi nelle sagre?
Vorrà dire chi non va. Non ci va chi ha voglia di postare e di postarsi su Instagram. Niente selfie, niente tag. Sono serate disconnesse della maggioranza rumorosa.

Durante le sagre si cucca ancora?
Eccome. Alla Sagra della Salama da Tai di Guarda Ferrarese, mentre il solito duo suonava Tozzi, il bullo del paese, sui sessanta, sradicava dalle sedie coetanee su coetanee e le faceva volteggiare, poi guardava di sbieco tutt’attorno per valutare l’effetto prodotto.

Quale potrebbe essere un modo geniale per svecchiare il concetto di sagra?
Secondo me la sagra non va svecchiata. Sono eventi fighi proprio perché sono le manifestazioni più sfigate e anacronistiche del mondo. Sta tutta qui la poesia. Già quelle dove prendevano l'ordine coi tablet mi indisponevano. Modernizzarle sarebbe come mettere il motore ai pedalò romagnoli.

Di che cosa parla la gente in fila per la salsiccia?
Più che parlare, c’è chi passa davanti facendo finta di niente. Chi gonfia il petto con aria minacciosa per inibire i furbetti. Nelle sagre dove ti servono a tavola, la gente è rilassata. In generale, quando si sta seduti a tavola, lo stomaco si decontrae, la nostra natura predatoria si appisola. Nelle sagre da posa eretta, il nostro organismo si prepara all’attacco. La competizione per il cibo, per il primo boccone della preda, torna manifesta (ciò vale anche per gli eventi alla moda delle grandi città, dove il cameriere, col suo vassoio, viene come smembrato da ogni parte da signore ingioiellate e fameliche). C’è chi si lamenta, chi contesta l’organizzazione gerarchica del branco.

Le sagre di paese muovono soldi?
Sono tutti volontari. La principale preoccupazione economica è quella di sostentare le squadre di calcio locali. “Più soldi mettiamo da parte, più aiutiamo la nostra squadra, l’Eridania, che è scesa dalla I alla III categoria" mi ha detto l'organizzatore della Sagra dello Storione di Ficarolo. "L’iscrizione al campionato costa comunque tre mila euro. Ogni volta che tracci le righe sono venti euro. Venticinque palloni che finiscono nel Po ogni due o tre rinvii. E vuoi non dare un rimborso mensile da ottanta euro ai ragazzi?”.

Qual è la caratteristica comune a tutte le sagre?
L'orgoglio per il piatto tipico del rispettivo paese. L'Italia è fatta così. Per mantenere un senso di comunità ci si stringe attorno alla minestra. Gli ingredienti cambiano di chilometro in chilometro. Lo statuto del partito è diventato una ricetta. Del tortellino, dello gnocco fritto, della rana con polenta. Resta il bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Se non tutti votano, però tutti mangiano. Il populismo è sempre gastropopulismo. Al di là dell’ideologia, c’è lo stomaco. Noi siamo quelli che nella pasta ripiena mettono il prosciutto, voi ci mettete la goletta. L’Italia che lavora di ganasce.

Tra 50 anni esisteranno ancora le sagre?
Sì, ma forse saranno sagre del cous cous e del burrito.
fonte: Davide Burchiellaro per http://www.marieclaire.it -courtesy Historica

Lgbt: Street Art, nasce la prima mappa delle opere fiorentine

FIRENZE – Una mappa della street art fiorentina, che per la prima volta indichi i luoghi delle opere d’arte e gli studi degli artisti che operano a Firenze.

È il progetto che Fondazione Stensen, insieme a Gold, Graffiti a Domicilio, TheSign – Comics & Arts Academy Firenze e Street Levels Gallery, presenta martedì 13 alle 21.00 nella sede della fondazione in occasione dell’anteprima fiorentina di “Visages villages” il film di Agnès Varda e JR, che racconta il viaggio dello street artist e della regista attraverso la Francia per creare giganteschi ritratti in bianco e nero degli abitanti e ricoprire con essi i luoghi che quelle persone vivono.

Il film sarà in programmazione poi da giovedì 15, mentre la mappa è consultabile online dal fine settimana su www.firenzestreetart.com , e sarà distribuita in formato cartaceo la sera dell’anteprima.

La mappa includerà un’appendice dedicata ai 53 luoghi che il comune di Firenze ha destinato alla Street Art dall’estate del 2017.
fonte:  http://www.novaradio.info

Lgbt: "Vogliamo anche le rose" il fashion film di Marco Rambaldi con Valérie Taccarelli

Marco Rambaldi, giovane stilista bolognese, presenta la sua terza collezione con il cortometraggio "Vogliamo anche le rose"

 

 

 

Diretto da Mattia Colombo, il fashion film ha come protagonista Valérie Taccarelli (che ne è anche sceneggiatrice insieme ad Andrea Batilla), una delle prime transessuali italiane, attivista per i diritti LGBT. 

 

Il fashion film, che mostra la collezione autunno-inverno 2018, racconta attraverso le parole di Valérie Taccarelli l'importante passaggio generazionale e culturale tra i giovani rivoluzionari degli anni Settanta e i ragazzi di oggi. 

 

Un impegno civile che si riflette anche negli abiti, visti da Rambaldi come armi per le donne che da oggetto diventano soggetto attivo nella costruzione del proprio mondo. 

Clicca QUI per il video

fonte: https://d.repubblica.it/

Lgbt: LOVERS FILM FESTIVAL e SEEYOUSOUND lanciano MUSIC RIOT

La 33a edizione del Lovers Film FestivalTorino LGBTQI Visions, che si svolgerà a Torino dal 20 al 24 aprile, si preannuncia ricca di appuntamenti interdisciplinari tra arte, letteratura e musica per la cui realizzazione lo storico festival torinese può contare sulla partnership e sulla collaborazione di molte realtà fra cui SEEYOUSOUND International Music Film Festival, la rassegna di crescente successo la cui quarta edizione si è da poco conclusa sempre a Torino.

Dalla collaborazione è nato il nuovo format MUSIC RIOT. Un contest aperto a musicisti/compositori under quaranta che verranno selezionati per partecipare a un approfondimento sulla soundtrack cinematografica grazie a una masterclass di specializzazione con Teho Teardo: musicista, compositore e sound designer che ha lavorato, fra gli altri, con Paolo Sorrentino, Gabriele Salvatores, Andrea Molaioli e Guido Chiesa.
I quattro selezionati, a cui verrà chiesto di sonorizzare 4 cortometraggi queer scelti dai selezionatori di Lovers, verranno votati da una giuria musicale d'eccellenza composta da Max Viale (Gatto Ciliegia), Marco "Benz" Gentile (del gruppo Architorti, compositori e produttori musiche per Peter Greenaway)), Denis Longhi (direttore artistico di Jazz:Re:Found) e Paola Cuniberti (manager musicale e organizzatrice di eventi), coordinatrice di giuria.

Per partecipare alla call è necessario inviare la propria candidatura entro il prossimo 4 aprile all'indirizzo mail segreteria@loversff.com specificando nell'oggetto Music Riot. L'iscrizione è gratuita.

La masterclass si terrà a Torino l'11 e il 12 aprile e sarà preceduta da una fase di preparazione alla due-giorni di lavoro con Teho Teardo, che prevede una serie di letture ed esercizi assegnati dal tutor. La serata di esibizione dei finalisti con premiazione del vincitore si terrà, invece, domenica 22 aprile alle ore 22.00, durante il Festival, con il supporto di Compagnia dei Caraibi e Merula Strumenti Musicali.

Il vincitore del contest, si esibirà inoltre all'interno del Museo Nazionale del Cinema, sul palco dedicato agli eventi della mostra SoundFrames. Cinema e musica in mostra, in programmazione alla Mole Antonelliana fino al 7 gennaio 2019.
fonte:  Ufficio stampa 33° Lovers Film Festival

martedì 20 febbraio 2018

Lgbt: "MILAN EASTER POLE CAMP 2018" Con Riccardo Azzini e Tania Morin, dal 31 marzo al 1 aprile

Riccardo Azzini e Tania Morini, due performer d’eccellenza nel mondo della pole dance e della danza, vi intratterranno per due giorni con dei workshop unici, divertenti e innovativi.
 
 
Sabato 31 marzo e domenica 01 aprile 2018 potremo passare 2 giornate allenandoci insieme
 
 
A Rozzano presso l’associazione sportiva Live It Up asd, in uno spazio di 250 mq, 10 pali, 8 agganci per tessuto cerchio trapezio e corda aerea.

Due giorni all'insegna della Pole Dance, delle Tecniche Aeree e del divertimento.
Due insegnanti d'eccezione pronti a farvi lavorare .
Tania Morini e Riccardo Azzini.
Ma non mancheranno special guest.

I laboratori che verranno trattati:
- Laboratorio espressivo
- Contortion
- Pole Contemporary
- Pole Exotic
- Cerchio Aereo
- Tessuto Aereo
- Pole Double
- Acrobatica
- Trick statico e spin
 
 Per info: info@thepoleshow.it
Via Isonzo, 30, 20089 Rozzano
fonte: Lucia Balestreri Presidente Live it Up

Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Vision. Anteprima nazionale "Puoi baciare lo sposo" di Alessandro Genovesi


 Diversity in collaborazione con Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions presentano in Anteprima nazionale "Puoi baciare lo sposo" 

regia di Alessandro Genovesi (Italia, 2018, 90’)  Torino, Cinema Massimo – Sala 1 

27 febbraio 2018 – 21.00 Ingresso libero (fino ad esaurimento dei posti disponibili)

con DIEGO ABATANTUONO, MONICA GUERRITORE, SALVATORE ESPOSITO, CRISTIANO CACCAMO, DINO ABBRESCIA, DIANA DEL BUFALO, BEATRICE ARNERA, ROSARIA D’URSO con ANTONIO CATANIA e con la partecipazione di ENZO MICCIO

prodotto da MAURIZIO TOTTI e ALESSANDRO USAI
 



Diversity, l’associazione presieduta da Francesca Vecchioni che si impegna a valorizzare l’inclusione facendo cultura contro pregiudizi e discriminazioni e il Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions, diretto da Irene Dionisio e presieduto da Giovanni Minerba, presentano in anteprima nazionale, il 27 febbraio alle 21.00 a Torino, al Cinema Massimo Sala 1, il film Puoi baciare lo sposo di Alessandro Genovesi
La pellicola sarà poi nelle sale dal 1 marzo 2018.

La proiezione sarà seguita da un dibattito a cui interverranno il regista Alessandro Genovesi; i protagonisti Cristiano Caccamo e Salvatore Esposito; la presidente di Diversity, Francesca Vecchioni e il presidente e la direttrice del Lovers Film Festival, Giovanni Minerba e Irene Dionisio.

“Puoi baciare lo sposo, come nella migliore tradizione della commedia italiana, racconta l’evoluzione della nostra società facendo ridere e, nello stesso tempo, riflettere. La sua forza ènel linguaggio, nella capacità di parlare a tutte e tutti, e questa è anche una grande responsabilità.” – afferma Francesca Vecchioni  – “Il cinema forma l’immaginario collettivo e la possibilità di sensibilizzare il grande pubblico su concetti così importanti è una grandissima occasione: per combattere i pregiudizi è fondamentale che i temi dell’inclusione e della diversità diventino mainstream.”
“Sono molto contenta che il Lovers Film Festival abbia potuto collaborare a questa anteprima” dichiara Irene Dionisio“perché credo sia particolarmente importante e non consueto che il regista, la produzione e il cast del film abbiano deciso di confrontarsi durante la lavorazione con un’associazione come Diversity che si batte da sempre per i diritti delle persone LGBTQI”.

IL FILM
Antonio (Cristiano Caccamo) ha finalmente trovato l’amore della sua vita, Paolo (Salvatore Esposito), con il quale convive felicemente a Berlino. Nell’entusiasmo di una tenera dichiarazione d’amore, Antonio chiede a Paolo di sposarlo ma ora viene il momento di affrontare le due famiglie. Decidono quindi di partire insieme per l’Italia, destinazione Civita di Bagnoregio, dove vivono i genitori di Antonio: la madre Anna (Monica Guerritore) e il padre Roberto (Diego Abatantuono), Sindaco progressista del paese che ha fatto dell’accoglienza e dell’integrazione i punti di forza della sua politica. Ai due innamorati si uniscono, per un viaggio pieno di rivelazioni e sorprese, la loro bizzarra amica Benedetta (Diana Del Bufalo) e il nuovo stressato coinquilino Donato (Dino Abbrescia). Anna accetta subito l’intenzione del figlio di unirsi civilmente a Paolo a patto che vengano rispettate tutte le tradizioni e alcune condizioni: alle nozze dovrà partecipare la futura suocera, bisognerà invitare tutto il paese, dell’organizzazione se ne dovrà occupare Enzo Miccio, wedding planner per eccellenza, e i ragazzi dovranno essere uniti in matrimonio dal marito, con tanto di fascia tricolore. La madre di Paolo, Vincenza (Rosaria D’Urso), parteciperà alle nozze?  Ma, soprattutto, Roberto sosterrà la scelta di suo figlio?

Il Lovers Film Festival – Torino LGBTQI Visions, che è giunto alla trentatreesima edizione e che nel 2018 si svolgerà a Torino dal 20 al 24 aprile, è amministrato dal 2005 dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il patrocinio del MiBACT – Direzione generale Cinema, della Regione Piemonte e del Comune di Torino. 
fonte:  Ufficio stampa 33° Lovers Film Festival

lunedì 12 febbraio 2018

Lgbt: Undicesima edizione del Festival del cinema spagnolo.

È stata scelta l’immagine della celebre fotografa Isabel Muñoz (World Press Photo Award) per rappresentare l’undicesima edizione del Festival del cinema spagnolo che inaugurerà la nuova stagione a Roma presso il Cinema Farnese di Campo de Fiori dal 3 all’8 maggio 2018. 
Il Festival prosegue da maggio a dicembre in oltre 10 città italiane.

È pubblica l’immagine ufficiale dell’11a edizione del Festival del cinema spagnolo, opera della fotografa Isabel Muñoz. Nata a Barcellona nel 1951, la Muñoz è un’artista di fama internazionale. Le sue fotografie sviluppate utilizzando un processo meticoloso e artigianale, sono esposte nella Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al New Museum of Contemporary Art a New York, al Contemporary Arts Museum di Houston o in collezioni private e mettono in evidenza il corpo umano, il rituale e la diversità culturale.
Premio World Press Photo nel 1999 e nel 2004, Premio PhotoEspaña nel 2009, Muñoz è stata premiata nel 2016 con il Premio Nazionale di Fotografia in Spagna; la giuria ha motivato la decisione sottolineando l’accostamento nella sua opera “dell’impegno sociale con la ricerca della bellezza”.
Dopo Roma, il Festival, organizzato da EXIT Media e dall’Ufficio Culturale dall’Ambascita di Spagna in Italia, e diretto da Federico Sartori e Iris Martin-Peralta, si trasforma in evento itinerante e si svolgerà durante l’anno nei seguenti appuntamenti:
VENEZIA Cinema Rossini 18 – 20 maggio
TREVISO Cinema Edera 21 – 24 maggio
TRENTO Cinema Astra 22 – 24 maggio
TRIESTE Cinema Ariston, fine maggio
PERUGIA Cinema PostModernissimo 30 maggio – 3 giugno
CAMPOBASSO Spazio Ex-Gil, inizio giugno
MILANO Anteo Palazzo del Cinema e Anteo CityLife, settembre – ottobre
ANCONA Cinema Italia ottobre
BOLOGNA Cinema Lumiere, ottobre – novembre
CAGLIARI Cinema Odissea, ottobre – novembre
BERGAMO Cinema Conca Verde, novembre e dicembre
REGGIO CALABRIA Cinema Aurora, dicembre
fonte: http://www.cinemaspagna.org

martedì 6 febbraio 2018

Lgbt: È morta la ballerina Elisabetta Terabust, direttrice onoraria dell'Opera di Roma

Aveva 71 anni. È stata prima ballerina dell'Opera di Roma e nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit. Ha scoperto Roberto Bolle

Non sono state tante, specie in passato, le protagoniste della danza italiana che hanno potuto vantare popolarità e autorevolezza anche all’estero, che abbiano conquistato un prestigio tale da rompere il muro della diffidenza che qui da noi ha da sempre il balletto e che hanno saputo guardare avanti, ai giovani, alle novità con passione e impegno. Insieme a Carla Fracci, Elisabetta Terabust è stata una delle più grandi étoile italiane ed è per questo che oggi il mondo della danza piange la sua morte, avvenuta oggi a 71 anni.

Bella, con un viso forte, i capelli corvini, temperamento pronunciato, da leader, Elisabetta Terabust una grande della danza: étoile dell'Opera di Roma, ha ballato con Rudolf Nureyev, musa di Roland Petit, direttrice del corpo di ballo del Teatro alla Scala, interprete delle più belle e celebri coreografie del balletto tra la fine degli anni Sessanta, gli anni Settanta e Ottanta.

Non solo: poche artiste come lei si sono impegnate per rinnovare il mondo della danza, svecchiarlo, renderlo meno burocratico, aprirlo a collaborazioni, dare prospettive nuove anche ai giovani danzatori. Non per niente fu la Terabust, quando era direttrice del Corpo di Ballo scaligero a nominare Roberto Bolle e Massimo Murru, all'epoca  giovanissimi, primi ballerini del Teatro alla Scala, aprendo loro la carriera che tutti conosciamo.

Diceva: “Lavoro, determinazione e umiltà: tutta la mia carriera è stata contraddistinta da questi elementi. Credo nell'impegno, il lavoro ripaga sempre… Ma il vero artista lo riconosci dalle emozioni che trasmette”.
Gran bella personalità Elisabetta Terabust, anche se non facile come dicevano di lei i collaboratori che l'amavano. Era nata a Varese nel '46 e si era formata alla Scuola di ballo della Scala. Presto era entrata a far parte del corpo di Ballo dove è nominata Prima Ballerina.

Ma subito con quel suo temperamento inquieto guarda e realizza collaborazioni con vari coreografi: il danese Erik Bruhn, Žarko Prebil, Aurel Milloss... Uno degli apici della sua carriera è quando nel 1973 danza come prima ballerina nel Ballet de Marseille diretto da Roland Petit, il coreografo che più ha inciso nella sua lunga carriera.

Il maestro francese crea apposta per lei Lo Schiaccianoci. Sempre insieme realizzeranno Le Loup, Carmen, Coppelia, Notre Dame de Paris. "Trovo che i suoi personaggi femminili siano complessi e nello stesso tempo affascinanti da interpretare, perché danno la possibilità di esprimere molteplici sfaccettature dell'animo umano. Ho avuto modo di danzare quasi tutti i suoi ruoli più importanti, lo ringrazio ancora e lo considero un genio", dirà in una intervista di Petit. Da Marsiglia Elisabetta si trasferisce a Londra con il London Festival Ballet dove fa suo il repertorio classico affrontare Il lago dei cigni a La Sylphide.

Ma tra le doti della Terabust c'è anche quello di essere stata una grande interprete di autori moderni Glen Tetley (Sphinx, Greening), Barry Moreland, John Cranko (Onegin).

Negli anni Ottanta torna in Italia e diventa étoile ospite dell’Aterballetto, diventandone un po' "l'immagine": con l'Ater sarà protagonista di molti lavori di Amedeo Amodio, di William Forsythe, di Alvin Ailey e di Balanchine.

Nel '90, quando ormai la carriera di étoile è nella fase calante, passa alla direzione artistica, che era sempre stato un suo pallino anche per i talento a organizzare, dirigere.

Dal 1990 al 1992 guida il Corpo di Ballo dell’Opera di Roma; dal 1993 al 1997 quello del Teatro alla Scala; dal 2000 al 2002 il MaggioDanza al Maggio Musicale Fiorentino; dal 2002 al 2006 il Corpo di Ballo al Teatro San Carlo di Napoli.

Nel 2007 torna di nuovo, alla direzione del Corpo di Ballo scaligero, ma i tempi sono cambiati e non è per lei un impegno né facile, né soddisfacente. Signorilmente anni dopo dirà solo che tra i problemi dei Corpi di Ballo c’è "il sistema burocratico, troppo spesso e troppo orientato ad obiettivi più economici che di qualità artistica".  


Tra i giovani talenti che nella sua lunga carriera ha contribuito a far emergere c'è la star Roberto Bolle:
"Grazie Elisabetta per tutto ciò che mi hai trasmesso e insegnato. Grazie per la tua passione e dedizione. Grazie x aver creduto in me fin dall'inizio e per avermi spinto a superare i miei limiti. Sarai per sempre nel mio cuore. #ElisabettaTerabust pic.twitter.com/Sabnck5lWq 
— Roberto Bolle (@RobertoBolle) 5 febbraio 2018
 
Gli ultimi anni li ha passati in relativo isolamento, facendosi vedere pubblicamente in occasione di qualche prima di danza o quando pochi anni fa, nel 2013, ha presentato il libro Elisabetta Terabust l'assillo della perfezione scritto dal danzatore e scrittore Emanuele Burrafato (per Gremese): un titolo che è quello della sua intera carriera, perché la cura della tecnica è stata una delle sue ossessioni, insieme alla passione. Fonte: Articolo di
ANNA BANDETTINI per http://www.repubblica.it/

La camera ardente sarà allestita mercoledì 7 febbraio dalle 9.30 alle 13.00 presso la Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma in Via Ozieri 8 (vicino a Piazza Lodi). I funerali si terranno, lo stesso giorno alle ore 14.30, presso la Basilica di Santa Maria in Montesanto, Piazza del Popolo 18 (nota come la Chiesa degli Artisti).

Lgbt: Venezia "Buon Compleanno Tintoretto!" La chiesa della Madonna dell'Orto

BUON COMPLEANNO TINTORETTO! : STORIE E PERCORSI IN ATTESA DELLA MOSTRA “TINTORETTO 500”.
 La Chiesa della Madonna dell’Orto e la casa del Tintoretto

Il 2018 sarà l’anno del Tintoretto. A 500 anni dalla sua nascita il grande artista veneziano verrà celebrato con due prestigiose mostre che si svolgeranno a Venezia e successivamente, nel 2019, a Washington.

In attesa di poter ammirare questo grande evento espositivo, Venezia Arte, con le sue guide culturali, avrà il piacere di dedicare delle visite guidate agli ambienti culturali della città dove si conservano le significative numerose opere d’arte di Jacopo Robusti detto il Tintoretto, per conoscere i luoghi dove è vissuto, approfondire e mettere a confronto le tematiche dei suoi splendidi dipinti.

Le prime quattro visite proposte saranno le seguenti:
- 27 gennaio La Scuola Grande e la Chiesa di San Rocco
- 24 febbraio Le opere di Tintoretto nelle chiese di San Cassiano, Santa Maria Mater Domini e San Polo
- 31 marzo La Chiesa di San Giorgio Maggiore con salita al campanile
- 28 aprile La Chiesa della Madonna dell’Orto e la casa del Tintoretto

Dettagli per la visita del 28 aprile 2018 alla chiesa della Madonna dell’Orto e la casa del Tintoretto
Durata della visita: 2 ore
Luogo di incontro: 14:30 davanti l’ingresso della chiesa della Madonna dell’Orto
Numero massimo di partecipanti per ogni gruppo: 25 persone
Costo della visita : 12,00 euro a persona + 3,00 euro a persona per l’accesso alla chiesa
INFORMAZIONI PER PARTECIPARE ALLA VISITA
La prenotazione è obbligatoria.
I “partecipo all'evento” sulla pagina Facebook NON costituiscono una prenotazione.

Per completare la prenotazione visitate il nostro sito e riempite il modulo al link
http://www.venezia-arte.com/tintoretto/prenota-tintoretto/ : vi verranno comunicati i dettagli per il bonifico.
E’ richiesto il pagamento anticipato tramite bonifico bancario del costo della visita (12,00 euro)
il biglietto d’ingresso di 8 euro a persona sarà pagato il giorno della visita alla biglietteria
Una volta effettuato il bonifico riceverete la conferma definitiva con tutte le informazioni necessarie.
L’evento avrà luogo anche in caso di maltempo.
Venezia Arte si riserva di annullare l’evento nel caso non fosse raggiunto il numero minimo dei partecipanti
fonte:  http://evenice.it/

Lgbt: Daniele Cipriani Entertainment presenta CORSO di PERFEZIONAMENTO di COREOGRAFIA

Daniele Cipriani Entertainment presenta CORSO di PERFEZIONAMENTO di COREOGRAFIA per danzatori e coreografi con gli artisti del TANZTHEATER WUPPERTAL PINA BAUSCH 

Nel 2018, da febbraio ad aprile, torna il Corso di Perfezionamento di Coreografia (progetto nato nel 1998 da un'idea di Daniele Cipriani): il percorso, che si articola in cinque week-end per un totale di 50 ore di lezione, propone una selezione di discipline pratiche e teoriche per la formazione e il perfezionamento del ruolo di “compositore coreografico”.

 Il tema di questa edizione è il TANZTHEATER WUPPERTAL PINA BAUSCH: in programma all'interno delle lezioni del corso, INCONTRI, WORKSHOP e SEMINARI tenuti dai maestri del Tanztheater Wuppertal e condotti da LEONETTA BENTIVOGLIO, e un incontro con NINNI ROMEO dal titolo “Fotografare Pina”. MAESTRI: PAU ARAN GIMENO (10-11 Febbraio) DAMIANO OTTAVIO BIGI (24 e 25 febbraio) LUTZ FÖRSTER (24-25 Marzo) FRANKO SCHMIDT (24-25 Marzo) JORGE PUERTA ARMENTA (7-8 Aprile) JO ANN ENDICOTT (28-29 Aprile)

MATERIE: Tecnica, laboratorio coreografico, composizione, repertorio e storia del teatrodanza. Conferenze e Incontri: - Conversazione di Leonetta Bentivoglio con Jo Ann Endicott, autrice del libro "Con Pina Bausch" - "Fotografare Pina" di Ninni Romeo - "Premesse, storia e promesse del Tanztheater Wuppertal". Lezioni di Leonetta Bentivoglio con proiezione di filmati - Incontro con Lutz Förster, condotto da Leonetta Bentivoglio

PARTECIPAZIONE: - Il Corso (aperto a danzatori, coreografi e uditori) è a numero chiuso - Preselezione mediante curriculum - Al termine del Corso, verrà rilasciato un attestato di frequenza - Per gli uditori non è necessaria la preselezione per l'effettuazione dell'iscrizione.

Il Corso si terrà presso il Balletto di Roma - centro di danza | Via Aurelia, 477 Roma

INFORMAZIONI e ISCRIZIONI Tel. 06 93663062 |
e-mail: programmazione@danielecipriani.it   www.danielecipriani.it
fonte:  www.danielecipriani.it

giovedì 1 febbraio 2018

Lgbt libri: "L'aurora delle trans cattive" Storie, sguardi e vissuti della mia generazione transgender. Di Porpora Marcasciano

Abbracciando un periodo di circa quarant’anni e i suoi profondi cambiamenti socio-politici, Porpora traccia la propria genealogia trans aggiungendo tasselli essenziali alla ricostruzione storica di una cultura spesso relegata al margine. E lo fa da protagonista del percorso collettivo, ancora privo di una lettura condivisa, di chi si è posto consapevolmente nello spazio di confine tra i generi.

Con una scrittura “visiva” in grado di rendere in immagini ciò che ha visto e vissuto, Porpora ci accompagna in un mondo popolato di leggendarie trans che hanno dato vita, forma, scena e sceneggiatura a un’esperienza per molti versi più vicina alla dimensione spettacolare o performativa che a quella della vita reale, da cui erano del resto assolutamente escluse.

Vivere quella vita presupponeva avere muscoli, calli, scorza dura. L’assenza di riconoscimento e di diritti non poteva che favorire l’illegalità, e la prostituzione – fenomeno per molti aspetti con caratteristiche differenti da quelle odierne – diveniva l’asse portante dell’esistenza. Ma proprio questo percorso ha prodotto la capacità di parlare di sé in un tempo in cui esisteva solo lo sprezzante appellativo di “travestito” e nel vocabolario non c’erano ancora parole come transgender o gender variant. Gli aneddoti, i miti, le storie “scandalose” che Porpora racconta con il suo stile ironico e “favoloso”, si intrecciano con le riflessioni sulla presa di coscienza collettiva, sulla nascita del Mit (Movimento identità trans) e sulla conquista del riconoscimento giuridico con la legge 164 del 1982.

Porpora recupera l’epica trans delle origini per rivendicare il percorso straordinario di persone perseguitate, violentate, ferite nella loro dignità umana, che hanno avuto la forza di incrinare la narrazione dominante che fa della transessualità una dimensione patologica, raccontando un’esperienza di vita unica. Che rifugge anche i tentativi di normalizzazione dell’epoca postmoderna.
Se ti battezzano come disforica è chiaro che disforicamente ti costruisci, se ti definiscono patologica è chiaro che come malata ti muovi, se ti considerano criminale, depravata, degenerata non potevamo essere sante, tantomeno diventarlo, benché oggi tra molte consorelle l’aspirazione più diffusa sembra sia diventata quella di essere o sentirsi normali. «Io sono una persona normale», si precisa, ripetendolo affannosamente a un mondo la cui unica monolitica normalità resta esclusivamente la propria, ma sembra che tutto questo non sia chiaro. Proporrei di farcene una ragione, per vivere più tranquillamente senza affanni da perfezione. Essere non normali lo trovo più agibile, pratico, coerente se di coerenza si può parlare. Eviterei anche la parola diversi, perché essa presuppone l’altro da sé, quello non diverso, quindi uguale, quindi normale. Sarebbe come svilire, privare di senso le tantissime meravigliose creature che negli anni ho incontrato, svuotandole della loro splendente dignità.  Dall'8 febbraio 2018 in libreria.
 

Autrice: Porpora Marcasciano, presidente onorario Mit (Movimento identità trans), ha pubblicato per Alegre AntoloGaia. Vivere sognando e non sognare di vivere: i miei anni Settanta (2015). È autrice anche di Tra le rose e le viole – La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifestolibri, 2002) e di Favolose narranti. Storie di transessuali (Manifestolibri, 2008), e a curato insieme ad altri Elementi di critica trans (Manifestolibri, 2010).
fonte:  http://ilmegafonoquotidiano.it

lunedì 22 gennaio 2018

Rocco Chinnici, eroe antimafia con il volto di Castellitto su Rai1. Martedì 23 in prima serata



Martedì 23 in prima serata “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” tratto dal libro della figlia del magistrato ucciso. Con ritratti di Falcone e Borsellino
Il 29 luglio 1983 la mafia con un'autobomba in via Pipitone Federico a Palermo massacrò il giudice Rocco Chinnici, gli uomini della sua scorta e il portiere del palazzo dove il magistrato viveva. “È così lieve il tuo bacio sulla fronte” è un libro scritto dalla figlia Caterina Chinnici ed è la fiction girata da Michele Soavi che Rai1 trasmette martedì 23 gennaio in prima serata con Sergio Castellitto nel ruolo dell’uomo di giustizia che sfidò la mafia e i poteri collusi con la criminalità e concepì l’idea del pool antimafia. Cristiana Dell’Anna dà il volto alla figlia.

Nella fiction Paolo Borsellino, anche lui ucciso dalla mafia con un’autobomba, è interpretato da Bernardo Casertano che descrive il magistrato come “un uomo di un'integrità assoluta, che aveva come tutti delle paure, ma che con uno straordinario coraggio ha saputo abbracciare il suo destino''. Giovanni Falcone ha il volto di Paolo Giangrasso.

Dice Casertano alle agenzie: “Borsellino è assolutamente convinto della battaglia con Rocco, che per lui e Falcone è come un padre putativo. Insieme prendono consapevolezza dei rischi che dovranno affrontare''.
Il libro, come la fiction, guardano anche al lato umano e privato dei magistrati.
fonte: http://www.globalist.it/
Nella foto: Castellitto (al centro) nei panni di Rocco Chinnici con Falcone e Borsellino.
fonte: http://www.altroquotidiano.it

Lgbt: A Firenze, Marina Abramović a Palazzo Strozzi

Dal 21 settembre 2018 al 20 gennaio 2019 A Firenze, Palazzo Strozzi ospita una grande mostra dedicata a Marina Abramović, una delle personalità più conosciute e controverse dell’arte contemporanea, celebre per l’utilizzo del proprio corpo come strumento di espressione.
L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva, frutto del diretto coinvolgimento dell’artista, che riunirà oltre 100 opere dagli anni Settanta a oggi offrendo, oltre ad una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera e alla riesecuzione dal vivo di sue celebri performance, la possibilità di scoprire la meno nota produzione degli esordi.
fonte:  https://www.palazzostrozzi.org


Orario mostra
Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00
Giovedì: 10.00-23.00
Info Tel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org

Prenotazioni
Sigma CSC
Dal lunedì al venerdì
9.00-13.00 / 14.00-18.00
Telefono: +39 055 2469600
prenotazioni@palazzostrozzi.org

lunedì 18 dicembre 2017

Lgbt: La valorizzazione delle differenze. Inclusive Mindset, una nuova piattaforma per le aziende. Di Marco Buemi

Le organizzazioni nazionali ed internazionali, che investono nelle politiche di diversità ed inclusione nel mondo del lavoro, negli ultimi anni hanno fatto passi in avanti sia in termini di risorse investite che di incisività nell’attuazioni delle politiche elaborate. Il concetto di gestione delle differenze nasce negli Stati Uniti negli anni ‘60 e solo dagli anni ’90 in poi ha cominciato a diffondersi prima in Europa e poi successivamente anche in Italia. 

 

Il Diversity Management può essere definito come "un approccio diversificato alla gestione delle risorse umane, finalizzato alla creazione di un ambiente di lavoro inclusivo, in grado di favorire l'espressione del potenziale individuale e di utilizzarlo come leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi" (Barabino, Jacobs e Maggio). Ma cosa significa questo in termini pratici per i cittadini, ma soprattutto per i lavoratori e per le organizzazioni pubbliche o private, e perché ormai è diventato indispensabile adottare politiche del lavoro inclusive?


Sin dagli anni ‘80, in seguito alla crescita dei flussi migratori, al processo di globalizzazione e all'internazionalizzazione dei mercati, i cittadini, i lavoratori e le aziende hanno dovuto relazionarsi con stakeholder e utenze eterogenei, e ciò ha comportato una variazione sostanziale nella composizione della forza lavoro. Le strutture stesse delle città in cui viviamo, ormai sempre più multiculturali, favoriscono la contiguità fra diverse appartenenze (territoriali, etniche, culturali e religiose) e diversi sistemi simbolici e valoriali.
Per questi motivi, oggi la sfida per le organizzazioni, pubbliche e private, è duplice: da un lato, è necessario che esse riconsiderino la vita lavorativa delle risorse impiegate al loro interno e i servizi offerti ai lavoratori; dall'altro è necessario adattare gli aspetti relazionali, sociali ed economici delle organizzazioni stesse in funzione di nuovi valori quali inclusione, creatività ed innovazione attraverso la creazione di nuove modalità di gestione delle risorse umane fondate sulle specificità dei singoli individui e la comprensione della differenza che contraddistingue le varie tipologie di soggetti attivi, in modo da dare avvio ad una modalità di gestione più partecipativa e inclusiva.

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fonte: Marco Buemi per http://obiettivo-sostenibile.blogautore.espresso.repubblica.it/

Lgbt: Trans, cambio di sesso e di nome in una volta sola: sconfitta la burocrazia



Il tribunale torinese accetta una rivoluzione che dimezza i tempi e soprattutto i costi

 Cambiare nome e sesso per via chirurgica, in un colpo solo. Da oggi anche a Torino si potrà farlo, lo afferma una sentenza del tribunale piemontese che ha riconosciuto ad Andrea, il nome è di fantasia, l'autorizzazione all'operazione e alla modifica dei documenti, con il passaggio del nome dal maschile al femminile o viceversa, in contemporanea. Una rivoluzione che dimezza i tempi della burocrazia, e anche i costi per le persone trans, che era arrivata in tutta Italia, ma non a Torino dove gli avvocati specializzati in questo tipo di cause non avevano mai ottenuto questo provvedimento.

A quanto si apprende dagli ambienti di Palazzo di Giustizia nessuno di loro lo aveva mai neppure chiesto: “I legali che hanno sempre gestito queste pratiche in città sostenevano che il tribunale non avrebbe mai seguito questo orientamento e così a quanto pare non presentavano la doppia domanda – racconta Cathy La Torre, avvocata e attivista Lgbt - O almeno così ci ha detto il giudice in sede di udienza, affermando che il Tribunale non aveva alcuna preclusione ad uniformarsi a una giurisprudenza più favorevole alle persone trans che così risparmiano tempo e soprattutto denaro”.

Una vicenda piuttosto grave perché questi legali sono quelli a cui si appoggia il CiDiGem, il centro disturbi identità di genere dell’ospedale Molinette di Torino che si occupa di tutte le persone che vivono nella non corrispondenza fra il proprio sesso biologico e quello psicologico, tanto da voler modificare aspetto e genere: “L'impressione è che nessuno mostrasse molto interesse ad abbassare onorari e spese di procedura. Considerate che invece di pagare doppio, ovvero due distinte cause, in questo modo si paga una solo procedura” continua Latorre.

I costi della pratica finora sono stati attorno ai 4.500 euro, mentre con la nuova sentenza la causa scendono enormemente: “Si riducono enormemente anche i tempi perché prima si arrivava a 4 anni dall'inizio del procedimento al cambio dei documenti” aggiunge l'avvocata. La giurisprudenza infatti consentiva da tempo ai non operati di cambiare nome, mentre per chi voleva fare anche l'operazione erano necessari due procedimenti, uno per l'intervento chirurgico e uno per i cambi nei documenti: “La prima causa l'ho fatta un paio d'anni fa a Modena, ma nel frattempo erano arrivate sentenze simili in tutta Italia – spiega La Torre – Mancava solo Torino dove tutti dicevano che non si potesse fare per un orientamento del tribunale. Oggi però scopriamo che più che un orientamento del tribunale forse si trattava di un interesse degli avvocati, mentre in questo tipo di cause il faro che orienta noi avvocati dovrebbe essere svolgere bene il nostro lavoro con onorari che non impediscano alle persone trans di agire il proprio diritto ad avere in tempi ragionevoli il cambio dei documenti e l'autorizzazione all'intervento. Questa sentenza lo dimostra”.

Il presidente del collegio del tribunale, Cesare Castellani, e il giudice estensore Marco Carbonaro, nella sentenza spiegano infatti che “nulla osta all'accoglimento della domanda di autorizzazione al trattamento medico-chirurgico per l'adeguamento dei propri caratteri sessuali al sesso maschile e alla contemporanea rettifica del nome, visto che da molti anni la parte è conosciuta così al mondo esterno. Ora ci aspettiamo che il Cidigem e i colleghi che seguivano gli utenti del Cidigem agiscano di conseguenza - conclude l'avvocata - Provando che l'interesse è quello di tutelare pienamente persone che già subiscono discriminazioni quotidiane a causa della loro transizione”.

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mercoledì 15 novembre 2017

Lgbt: Politiche di pari opportunità e stereotipi di genere nei media italiani e scandinavi. Di Marco Buemi


In una società consumistica la pubblicità ed il marketing contribuiscono a definire e formulare i sogni, i desideri, le idee e le motivazioni degli individui. Se vogliamo costruire una società in linea con gli interessi dei cittadini e dai forti valori sociali, è cruciale affrontare il tema della pubblicità e dei media sensibilizzando i cittadini su uno dei valori più importanti: l'uguaglianza di genere. (In foto a Stoccolma - Spazio riservato per immagini di donne nude e ritoccate)

Finché l'immagine delle donne e degli uomini rimarrà limitata a degli stereotipi, o a meri oggetti di desiderio, sarà impossibile raggiungere una concreta uguaglianza dei sessi.

 A tal fine, risulta utile chiedersi in che modo la pubblicità, le notizie, e i principali strumenti di comunicazione influenzano e incrementano il divario di genere e come sensibilizzare il pubblico ad una visione consapevole delle problematiche legate a tale questione. In questi giorni a Roma, al Macro di Testaccio, è stato organizzato dall'agenzia di comunicazione sociale "Sulle Ali" un Festival dedicato alle donne e alla violenza di genere  “Signori e Signore… ingresso libero dalla violenza”, quattro giorni dedicati a teatro, fotografia, arte, cinema, spettacoli, laboratori e convegni per sensibilizzare al grande problema sociale ma anche economico e sanitario della violenza sulle donne. I dati che emergono dall’ultimo rapporto Istat e presentati all’audizione del 27 settembre scorso alla Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere ci dicono che è del 31,5% la percentuale delle donne fra i 16 e i 70 anni che hanno subito violenza fisica e sessuale nella loro vita. Il 10,5% di queste hanno un’età compresa fra i 25 e i 34 anni, e 4 su 10 sono le donne che hanno subito vessazioni psicologiche a cui sono seguite le violenze. Una dei workshop più interessanti, alla quale ho avuto il piacere di partecipare, insieme ad altri giornalisti di radio, televisione e carta stampata, è stata quella in cui si è analizzato e discusso l’importante ruolo dei media nel trattare temi riguardanti la violenza sulle donne e di come essi possano influire nella creazione di una cultura sessista. A che punto sono arrivate in Europa e, soprattutto, in Italia le politiche tese ad arginare tale fenomeno, e come si possono porre limiti ad una stereotipazione latente che plasma e modella i sistemi cognitivi e valoriali della popolazione? Nella fattispecie, il mio intervento ha analizzato la diffusione di pubblicità sessiste in Italia e la differenza tra il nostro paese ed i paesi nordici, grazie al fatto di aver studiato e lavorato in Svezia per l'Ombudsman contro le discriminazioni.
Uno spunto di riflessione ce lo dà la recentissima pubblicazione del rapporto 2017 del World Economic Forum (WEC) sul Global Gender Gap che stabilisce una classifica dei paesi più virtuosi sulla parità di genere in quattro aree fondamentali: economia, politica, salute e formazione. Secondo il rapporto del WEC nel 2017, l'Italia perde ben 32 posizioni rispetto al  2016 dove si trovava al 50° posto, e 41 posizioni rispetto al 2015 dove si trovava al 41° posto, collocandosi nel 2017 all'82esimo posto su 144 paesi analizzati.
Global Gender Gap Report 2017 - Italy

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fonte: Marco Buemi per http://obiettivo-sostenibile.blogautore.espresso.repubblica.it/

Lgbt: "Favola" il film di Sebastiano Mauri in concorso al Torino Film Festival 35

Favola, commedia surreale diretta da Sebastiano Mauri, sarà presentanta in concorso alla 35esima edizione del Torino Film Festival.


La commedia fantastica Favola, diretta dallo scrittore ed artista Sebastiano Mauri, sarà presentata nella sezione After Hours alla 35esima edizione del Torino Film Festival. Il film, una produzione Palomar con la collaborazione di Rai Cinema, è interpretato da Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Santagostino, Sergio Albelli e Piera Degli Esposti.

Favola è una commedia fantastica e surreale che affronta l’attualissima tematica dell’identità attraverso un’estetica sfarzosa e sorprendente. Siamo negli States degli anni Cinquanta: Mrs. Fairytale, il cui cognome è già tutto un programma, trascorre le sue giornate in una gabbia dorata tra barboncini impagliati, tè corretti al whisky, minacce d’imminenti invasioni aliene e peccaminose lezioni di mambo.
Nella meravigliosa e sfarzesca dimora di Mrs. Fairytale, che si scambia ricette e segreti con l’intima amica Mrs. Emerald, prendono corpo, si realizzano e s’infrangono sogni e aspirazioni: ciascun personaggio è libero di essere ciò che vuole, ma dietro la patina dorata e scintillante si nasconde una realtà ben diversa. Favola è l’adattamento cinematografico dell’omonima versione teatrale scritta e messa in scena dallo stesso Filippo Timi nel 2011.

Lgbt: A Torino la Trans Freedom March sabato 18 novembre


In occasione del Transgender Day of Remembrance (TDoR), il giorno dell’anno in cui si ricordano le vittime transessuali uccise nel mondo e oggetto di violenze e discriminazioni, il Coordinamento Torino Pride organizza per sabato 18 novembre a Torino, la Trans Freedom March, con il patrocinio di Regione Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte e Città di Torino.
"Con questo appuntamento vediamo le istituzioni, associazioni, i privati insieme contro i maltrattamenti e le discriminazioni subiti dalle persone vittime di transfobia – spiega l’assessora regionale alle Pari Opportunità, Monica Cerutti - La Trans Freedom March rappresenta l’occasione per sottolineare l’importanza del principio di autodeterminazione".

Durante la presentazione dell’evento, che si è tenuta il 9 novembre nel Palazzo della Regione Piemonte, sono intervenuti oltre all’assessora Monica Cerutti, il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Mauro Laus, l’assessore alle Pari opportunità di Torino, Marco Giusta, il coordinatore di Torino Pride, Alessandro Battaglia, la rappresentante dello sportello Maurice GLBTQ, Monica De Giorgis.
Da parte di tutti l'invito a partecipare il 18 novembre alla marcia che si svolgerà nel pomeriggio per le strade del centro di Torino, con partenza alle ore 16,30 da piazza Vittorio.
"Le celebrazioni però non sono nulla se non sono accompagnate da fatti concreti. Ne voglio segnalare quattro: quest'anno abbiamo chiesto ai sindaci dei Comuni capoluogo di ospitare gratuitamente il manifesto della #TransFreedomMarch; abbiamo istituito per i dipendenti della Regione Piemonte il tesserino identificativo “consono al genere d’elezione”; stiamo rafforzando il CIDIGEM – Centro Interdipartimentale Disturbi d’Identità di Genere che si trova presso la Città della Salute di Torino; stiamo, grazie alle leggi regionali 4 e 5 che sono state approvate l'anno scorso, progettando azioni concrete che riguardano l'inserimento e il reinserimento lavorativo. Oltre alla sensibilizzazione le istituzioni devono mettere in campo politiche" - ha concluso l'assessora Monica Cerutti.
Sempre il 18 novembre, al mattino si terrà il convegno organizzato dalle associazioni che si occupano di violenza contro le donne e dal Sevizio LGBT della Città di Torino sul tema della transfobia e della violenza contro le donne.
Tra gli eventi collaterali anche la mostra “Tra le Nuvole - Elovun el Art”, progetto fotografico realizzato da Paola Arpone e Georgia Garofano, allestito a Torino sotto i portici di piazza Castello, di fronte al Palazzo della Regione. L’esposizione, declinata in nove cartelli per altrettanti spunti di riflessione, si muove su due linee narrative differenti, quella dei ritratti allegorici, e quella informativa.
Informazioni dettagliate sul programma della giornata
Alessandra Quaglia
alessandra.quaglia@regione.piemonte.it
fonte:  http://www.regione.piemonte.it/

mercoledì 4 ottobre 2017

Lgbt: DRUSILLA FOER L'icona di stile, cantante e attrice, dal 5 ottobre su SKY UNO HD come giudice di STRAFACTOR

DRUSILLA FOER L'icona di stile, cantante e attrice,
dal 5 ottobre su SKY UNO HD come giudice di STRAFACTOR,
dal 29 novembre riporta in scena il suo recital ELEGANZISSIMA, 
per la direzione artistica di Franco Godi


a MILANO, Teatro dal Verme (29.11), TORINO, Teatro Colosseo (6.12), 
BOLOGNA, Teatro Il Celebrazioni (13.12), ROMA, Audit. Parco della Musica (16.12), 
FIRENZE, Teatro Niccolini (29, 30 e 31.12), BARI, Teatro Palazzo (3.02)


 Il suo primo video, I WILL SURVIVE, reinterpretazione della hit di Gloria Gaynor presente nel recital, è online sul suo canale Youtube ufficialhttps://www.youtube.com/DrusillaFoer


Mentre sta per cominciare la sua nuova avventura televisiva come giudice della nuova edizione di Strafactor dal 5 ottobre su Sky Uno HD, Drusilla Foer, la carismatica icona di stile, riporta in scena il suo recital “Eleganzissima” in un tour che fino alla primavera 2018 la vedrà protagonista nei teatri delle principali città italiane.  Prima tappa il 29 novembre prossimo al Teatro Dal Verme di Milano. Gli appuntamenti successivi sono il 6 dicembre al Teatro Colosseo di Torino, il 13 al Celebrazioni di Bologna, il 16 all'Auditorium Parco della Musica a Roma. A questi seguirà una tripla rappresentazione al Teatro Niccolini di Firenze, il 29, 30 e 31 dicembre e una singola al Teatro Palazzo di Bari il 3 febbraio 2018. I biglietti per le date di Milano, Torino, Bologna e Roma sono in vendita nel circuito Ticketone, mentre Bari e Firenze sono al momento in vendita attraverso il sito e la biglietteria dei rispettivi teatri.

Da oggi inoltre è online sul canale ufficiale Youtube dell'artista, https://www.youtube.com/DrusillaFoer, il nuovo brano "I Will Survive", il primo video musicale ufficiale di Drusilla Foer, che interpreta in una nuova chiave la hit portata al successo da Gloria Gaynor e ritenuta comunemente un inno al divertimento. Il video è visibile a questo link: http://bit.ly/Dru_IWillSurvive .

Il brano fa naturalmente parte di" Eleganzissima", il recital scritto e interpretato da Drusilla Foer, che racconta, in un'alternanza di humour sagace e di malinconia commovente, aneddoti tratti dalla propria vita straordinaria, vissuta fra l'Italia, Cuba, l'America e l'Europa, e costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. In "Eleganzissima", essenziali al racconto biografico sono le canzoni dello spettacolo, che Drusilla interpreta dal vivo accompagnata dai suoi musicisti: il Maestro Loris di Leo al pianoforte, che ha curato anche gli arrangiamenti dello spettacolo, Nico Gori ospite speciale al clarinetto e al sax, Ettore Bonafè al vibrafono e percussioni e Nico Vernuccio al contrabbasso. La direzione artistica è di Franco Godicompositore per la pubblicità, per la tv e per il cinema fin dagli anni '60, scopritore e artefice dell'hip hop di successo in Italia dagli anni '90 in poi, qui in veste di produttore con la sua Best Sound e infine sul palco per un cameo alla chitarra.


In scaletta, oltre alla già menzionata "I Will Survive", troviamo brani di autori estremamente vari, come lo è l'andamento emotivo del recital: si va da Lelio Luttazzi a Jobim, passando attraverso le indimenticabili canzoni di Amy Winehouse, Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, David Bowie, Don Backy, fino a perle più nascoste come "Vucchella" di Tosti/D'Annunzio o un brano dalla voce del primo Novecento milanese Milly, ognuno legato a episodi specifici della vita avventurosa di Madame Foer.


Drusilla Foer, originaria toscana, è da tempo un'icona di stile: si è già fatta notare nel 2012 al cinema con Ferzan Özpetek in "Magnifica Presenza" e in televisione con Serena Dandini per "The Show Must Go Off" su La7. E' stata fotografata fra gli altri da Mustafa Sabbagh, considerato fra i venti fotografi contemporanei più importanti, in una mostra a Lei dedicata "Itinere", all’Aria Art Gallery di Firenze nel 2016. Ha posato come installazione all’interno di Maraveé Corpus a Udine, collettiva di grandi artisti internazionali come David LaChapelle e Cindy Sherman. Ha posato per lo stilista e designer Alessandro Gaggio, indossando i gioielli che in giugno 2016 sono stati esposti al Museo Bellini di Firenze accompagnati dalle sue foto. Personaggio irriverente e antiborghese, si è spesso prestata a sostegno di cause sociali per lei importanti: ha quindi posato per un calendario a favore di Anlaids nel 2013, mentre nel 2016, nell'ambito del WeWorld Film Festival, ha aderito alla special night benefica "Fare Bene Fa Bene" dedicata alle Donne di Merito e organizzata da The Circle, l'associazione internazionale fondata da Annie Lennox. Ha partecipato con un brevissimo estratto di "Eleganzissima" all'edizione 2017 dei "Diversity Media Awards", che si sono tenuti a fine maggio all'Unicredit Pavillion di Milano. Alla serata, presentata da Fabio Canino e Carolina di Domenico, in onda su Real Time TV (can 31 DT e on demand sul sito), hanno preso parte personaggi del mondo dello spettacolo, del giornalismo e dell'impegno sociale come Paola Turci, Ermal Meta, Oscar Farinetti, Gino Strada, J-Ax, Malika, Antonio Ornano, Gino&Michele, La Pina, Roberto Vecchioni, Francesco Merlo, Ilaria Dallatana e tantissimi altri. Anche in questa occasione, Drusilla ha ricevuto moltissimi complimenti per l'intensità e l'eleganza dell'esibizione dal vivo e ha riscosso grande interesse per il suo spettacolo teatrale.

"Eleganzissima" è stato rappresentato al teatro La Limonaia di Sesto Fiorentino e ha debuttato nel 2016 in anteprima nazionale per due settimane al Teatro Franco Parenti di Milano. Visto il grande successo e l'unanime apprezzamento di pubblico e critica, lo spettacolo è stato richiesto da altri teatri, nei quali si è presentato in versione deluxe, leggermente modificato e arricchito da una live band al gran completo. Dopo una straordinaria doppia replica al Politeama Pratese con 2000 persone, è andato in scena nell'aprile 2017 per 3 serate acclamatissime a Barcellona, all'interno della rassegna "Aria di Primavera" dedicata al teatro italiano. Durante l'estate 2017 il recital ha conquistato anche gli spettatori dell'Estate Fiesolana e del Teatro Grande La Versiliana e dall'inverno 2017 è in un tour teatrale che toccherà varie città.

Sito web: https://drusillafoer.com               
FB: Drusilla Foer
Instagram drusillafoer
fonte:  Ufficio stampa: pantarei 3.0 - photo Serena Gallorini