giovedì 9 maggio 2013

Lgbt: Dalle paure sociali alla "missione" Agedo a Palermo. Verso il gay Pride di giugno. La Sicilia e l’omofobia interiorizzata


La Sicilia non esiste. Io lo so perché ci sono nato. L’incipit del risvolto di copertina del bel libro di Giuseppe Rizzo, dal titolo “Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia” è esemplare per descriverci.

Tradizione e innovazione, becero provincialismo e avanguardia modernista convivono in ogni nostra manifestazione, compreso la prossima del 22 giugno, il Pride nazionale che si terrà a Palermo.

E qual è la dimensione del mondo LGBT, delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e dei transgender in Sicilia, dove fino a pochi giorni fa si sono consumate aggressioni verbali e fisiche nei confronti dei gay?

Può capitare, è capitato, che una coppia gay entri in banca sentendosi gridare dietro “froci” nel bel mezzo della hall e che un ragazzo omosessuale sia aggredito brutalmente dal solito bullo di quartiere che l’aveva già preso di mira.

Ok, questa non è solo la Sicilia di Titti De Simone, parlamentare per due legislature tra le prime insieme a Paola Concia ad essersi dichiarata lesbica, dell’Associazione Agedo che riunisce i genitori di persone omosessuali, dell’associazione famiglie arcobaleno, che difende i diritti dei figli di famiglie omosessuali.

Avanguardie che vi racconteremo, chiaroscuri che si mescolano e c’è tanto da rivelare di una Sicilia che non esiste, e noi lo sappiamo perché ci siamo nati.
Sarà per questo che abbiamo avuto due premi Nobel per la letteratura e il primo Sindaco gay d’Italia a Gela nel 2003, che un anno fa è anche diventato Governatore della nostra Isola.

Dietro al gossip, alla curiosità morbosa per una condizione sconosciuta ai più, ci sono gruppi come l’Agedo. Dal 1998, la Presidente Francesca Marceca si occupa di riportare serenità relazionale nelle famiglie coinvolte dal coming out dei propri figli.

Inutile illudersi, la nostra società è attraversata da un’omofobia interiorizzata, trasversale e senza distinzioni tra nord e sud, pronta ad esplodere anche dentro le famiglie e che sconvolge i rapporti tra familiari, anche tra coniugi specie se questi sono già minati da una crisi di coppia. Fughiamo ogni dubbio.

I genitori che si rivolgono all’Agedo sperano di poter “guarire” i propri figli gay. Quando capiscono che l’omosessualità non è una malattia si colpevolizzano chiedendosi dove hanno sbagliato, poi colpevolizzano i figli e solo dopo cominciano ad accettarli nel loro diverso orientamento sessuale e non c’è distinzione di ceto.

Ci sono situazioni di accoglienza e maturità in famiglie culturalmente deprivate, di rifiuto in quelle benestanti e viceversa. In questi casi la soluzione, si fa per dire, sono gli psicofarmaci molto utilizzati per gestire la nuova condizione di genitore di persona omosessuale.

Il problema prevalente è la paura del giudizio sociale che si scontra con la necessità dei figli di non nascondere la propria omosessualità.
Ancora più dura è gestire la transessualità.
Attualmente sono venti i transessuali seguiti a Palermo dall’Agedo, e con percorsi di orientamento sono aiutati a trovare il proprio sesso elettivo attraverso lo psicologo, l’endocrinologo e, se del caso, sono poi indirizzati verso specifiche strutture sanitarie per cambiare sesso.

Parte tutto dal coming out (a rivolgersi all’Agedo sono spesso i figli insieme ai genitori), che si manifesta magari con modalità di sano egoismo, come ha fatto A.S. con i suoi genitori.
Era fuori per l’Erasmus, è tornato a casa per un paio di giorni e dopo essersi costruito una base emotiva positiva con gli amici ha pensato bene di dire ai propri genitori di essere omosessuale durante il tragitto verso l’aeroporto, poco prima di risalire sull’aereo.

“Ho pensato – dice A.S. con un piccolo sorriso sotto i baffi – ora o mai più”. Gli occhi lucidi di mamma A.P. testimoniano il difficile percorso emotivo per accettare una realtà genitoriale che a guardarla negli altri sembra scontata, ma a viverla sulla propria pelle è un’altra cosa. “Io ho fatto il 68 e ho sempre pensato agli omosessuali come a persone meravigliose. Adesso anche mio figlio lo è”.

L’Agedo è a Palermo in via dello Spezio n.43, al sito – www.agedopalermo.org/agedo-palermo/ – al tel 0916112505, donazione 5×1000 ad Agedo Palermo C.F.97238310821 e a Catania alle email: giardina.amalia@virgilio.it; info@riccardodisalvo.it Tel 3470921708 / 3296166537.
fonte http://www.siciliainformazioni.com di Roberto Conigliaro

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