martedì 2 luglio 2013

Lgbt: Al Ravenna Festival, il Lago dei cigni versione gay nella danza di Dada Masilo coreografa e danzatrice sudafricana

Arriva per la prima volta in Italia "The Swann Lake" con le coreografie della grande danzatrice sudafricana: una estrosa rilettura con musiche di vari autori e l'ombra dell'omosessualità nella storia. L'appuntamento al Ravenna Festival.
Poi in autunno sarà ospite del festival Romaeuropa

Dalle sue origini il Ravenna Festival ha espresso la determinata volontà di scambio e confronto con le diversità culturali, al punto da farle diventare in molte sue edizioni passate un punto centrale, esperienze essenziali nel cartellone.
Quest' anno suscita interesse l' apertura verso la cultura africana con concerti e spettacoli e soprattutto la presenza di alcuni degli artisti più interessanti che hanno rispecchiato le proprie origini nere nel confronto con l' Europa. Autentica star, è Dada Masilo, ventisettenne coreografa e danzatrice di origini sudafricane, vero portento della natura: fascinosa nel gesto e nella presenza, studi di danza a Città del Capo, perfezionamento a Bruxelles, è una delle nuove personalità più sorprendenti del balletto contemporaneo, invitata in tutto il mondo, con collaborazioni eccellenti a cominciare da quella con il multi-artista William Kentridge.

La cultura africana. A Ravenna porta una sua versione audace del Lago dei cigni di Ciaikovskij, Swan Lake già applaudita in Europa e ora in esclusiva per l' Italia il 2 luglio a Palazzo Mauro De André, che intreccia omofobia e amore e già si annuncia iconoclasta rispetto alla tradizione, carica dell' esotismo e dell' energia della cultura gestuale africana senza cancellare la memoria del balletto classico.

«Mi piace vedere come due culture totalmente diverse possano coesistere», dice Dada Masilo.«È chiaro che il mio lavoro sia influenzato dal fatto di vivere in Sud Africa. Quando mi alleno, indubbiamente nel mio training c'è un po' di danza africana. E quando poi lavoro a uno spettacolo è come se estraessi dalla mia scatola artistica parti della danza africana che diventano la base della mia creazione. Ma il Sud Africa è ricca di tante culture da cui imparare. Io poi sono molto influenzata anche dalle culture popolari, voglio dire dall'ultimo genere di danza che la gente balla ai party, ai matrimoni.Credo che un artista debba stare attento a quello che accade intorno a lui» .

Il cambiamento. Il risultato di tutto questo in scena è radicale. «È un cambiamento nel balletto classico e dà al movimento una dinamica interessante. In questo Swan Lake mi ha influenzato anche la musica di Ciaikovskij, così universale, a cui ho aggiunto brani di Steve Reich, Camille Saint Saens, Arvo Part». Buffo, pazzo, malinconico, eccessivo, il suo Swan lake stupisce anche per il Siegfried dichiaratemente gay.

Omosessualità. «Non l' ho fatto per fare un balletto "politico". È che cercavo uno spunto narrativo: chi guarda il balletto pensa sempre chei ballerini siano gay, Ciaikovskij lo era. Dunque mi sono detta che l' omosessualità non era estranea alla storia. L' omosessualità di Siegfried è così diventata il punto di partenza narrativo. La scelta del tutù, di far danzare maschi e femmine in tutù, se vogliamo è conseguente: mi interessava rompere altri stereotipi, compreso quello degli uomini in tight che sollevano per tutto il tempo le ballerine. Volevo creare degli androgini, in modo che il pubblico non capisca il genere del danzatore, e trovi nuovi sentimenti».
Contaminazioni e ibridazioni sono lo stile stesso della meravigliosa danza di Dada Masilo che ha un corpo scenico unico, snodato, carico di energia. Un maestro che l'ha influenzata più di tutti? «Credo che la persona che più mi ha influenzato è Suzette le Sueur, il mio più grande supporto organizzativo e la persona più importante della mia vita».
fonte http://www.repubblica.it di ANNA BANDETTINI

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