martedì 21 dicembre 2010

Lgbt Arte: Caravaggio a Roma, ''La bottega del genio'' dal domani a palazzo Venezia, e fino al 29 maggio 2011


Un'esposizione che si incarica di illustrare le tecniche adottate dall'artista.
Torna, a grande richiesta, Michelangelo Merisi. In arte il Caravaggio.

Nell’agiografia di un’epoca, quella in corso, che vuole divi e solo divi, sia pure trapassati, da osannare, il Genio.

“Caravaggio. La bottega del genio”, appunto, si intitola la mostra che, planando sulle ultime onde del quattrocentesimo anniversario della morte del pittore, da domani, mercoledì 22 dicembre, al 29 maggio 2011 occuperà le Sale del ‘400 di palazzo Venezia a Roma.

Mostra che si dichiara inedita e rivendica un carattere sperimentale. E che si incarica di illustrare al colto e all’inclita le tecniche che l’artista, quando non faceva flanella a piazza Navona o non aggrediva qualcuno tra la Scrofa e il Babuino, usava per realizzare quei capolavori davanti ai quali esperti e profani restano a bocca spalancata.

Il record alle scuderie del Quirinale
Oggi. La fortuna critica di Caravaggio, infatti è piuttosto recente; risale ai primi del Novecento, mentore ufficiale Roberto Longhi. Con l’acme toccata nell’anno che se ne va. Un happy birthday corale, anche se si trattava dell’anniversario della morte, con celebrazioni un po’ in tutta Italia, sui temi più fantasiosi, purché consentissero di spendere il nome illustre. E un record da Guinnes dei primati alle Scuderie del Quirinale; decine di migliaia di visitatori, disposti anche a sobbarcarsi interminabili file notturne.

Un labirinto nel mistero
Sculture in vetroresina - che riprodurranno alcune delle tele più note, dalla Canestra di frutta al Bacchino malato - e uno specchio saranno il filo d’Arianna che condurrà il visitatore nei labirinti del mistero che circonda l’arte rivoluzionaria del gran lombardo. Con l’ausiliio di lenti e fori stenopeici, in pratica un obiettivo ante litteram, che consiste in un foro praticato in un pannello.

Il trucco dello specchio
Lo specchio renderà conto di come Merisi si confrontasse con la realtà, prima di trasporla sulla tela. E che disponesse di uno “specchio grande” lo attesta l’ “Inventario delle robbe” possedute nel 1605 dal discolo (definizione del collega-rivale Baglioni, che gli intentò anche un processo per ingiurie: be’, in effetti gliene aveva dette di cotte e di crude). Specchio che serviva da “schermo di traduzione ottica bidimensionale ella composizione scenica”, informa la presentazione della mostra.
In effetti, il discolo Caravaggio non si fermava di fronte a nulla per studiare gli effetti di luce che voleva ottenere.

Un aneddoto
Quando, appunto nel 1605, mise casa nel vicolo dei santi Cecilia e Biagio, all’ombra del sontuoso palazzo Firenze del cardinale e suo mecenate Francesco Bourbon Del Monte, a ridosso di via della Scrofa, non fu certo il tetto a porgli problemi. Senza esitare, lo sfondò perché gli interessava osservare come agiva la luce naturale.
La malcapitata proprietaria, Prudenza Bruni, lo citò per danni. Che probabilmente, visto che poco dopo il pittore sarebbe fuggito da Roma con la pena capitale incombente sulla testa, né vi sarebbe tornato più, non le saranno mai stati risarciti. Ma, almeno, si è assicurata un posticino nella storia.

Il riferimento a Giovan Battista della Porta
C’è anche un riferimento alla Magia naturale di Giovan Battista della Porta, nel campionario della mostra. Testo che si pensa possa aver ispirato in qualche modo Caravaggio, che potrebbe averne sentito parlare, e forse anche compulsato, negli anni milanesi, quando era un giovane di bottega del maestro Simone Peterzano. E prima di fare vela definitivamente per Roma.

Un percorso assolutamente interessante
Basterà questo apparato a sciogliere il mistero, vero o presunto, che avvolge il metodo di lavoro del discolo? Che se ne sbatteva dei precetti fissati dalle accademie, scrollava le spalle all’idea dei disegni preparatori, che invece costituivano un dogma, e se ne andava, altero e riottoso, per la sua strada. Chissà. Su Caravaggio ogni giorno piove qualche scoperta assolutamente inedita, sensazionale. Di certo, quello di palazzo Venezia è un percorso interessante. Che può fornire materia di riflessione a chi ama l’artista malmostoso e, forse, anche alle migliaia di fan occasionali.

L’incubazione della mostra
D’altronde, mistero supplementare, l’incubazione della mostra, ideata dal nuovo Soprintendente Rossella Vodret e curata da Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri, è stata lunga e laboriosa. E l’annuncio del lieto evento si è avuta solo poche ore prima dell’apertura ufficiale. Misteri dell’arte e misteri della burocrazia che si intrecciano.

CARAVAGGIO. LA BOTTEGA DEL GENIO
ROMA. Palazzo di Venezia – Sale del ‘400
Dal 22 dicembre 2010 al 29 maggio 2011

INGRESSO: dalle 10.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica.
Lunedì, Natale e Capodanno, chiuso

BIGLIETTI: intero € 6. Ridotto € 4. Ridotto scuole € 3.
fonte ilsalvagente.it, di Giuliano Capecelatro

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