lunedì 20 dicembre 2010

Lgbt: La vittoria di Obama e dei gay americani, il Senato ha approvato l'abolizione del don't ask don't tell


Il Senato ha approvato l'abolizione del don't ask don't tell con 65 voti favorevoli e 31 contrari
A inizio dicembre il Pentagono aveva aperto all'arruolamento dei gay nell'esercito

Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti d’America, i gay potranno arruolarsi nell’esercito senza dover nascondere la loro identità sessuale. Dopo il sì della Camera, ieri il Senato ha approvato definitivamente l’abolizione della norma don’t ask don’t tell con 65 voti favorevoli e 31 contrari.

È una vittoria importante per Obama, che dell’abolizione della legge aveva fatto una priorità della sua amministrazione. E una vittoria importante per il movimento gay americano, che negli ultimi anni ne aveva fatto una bandiera della lotta per i diritti degli omosessuali.

«È tempo di chiudere questo capitolo della nostra storia», ha commentato il presidente Obama dopo l’approvazione «è tempo di riconoscere che il sacrificio, il valore e l’integrità non sono definiti dall’orientamento sessuale come non lo sono definiti dal genere, dalla razza, dal credo religioso».

L’approvazione definitiva in Senato è arrivata a poche settimane dall’apertura del Pentagono, che a inizio dicembre aveva completato uno studio sugli effetti che l’abolizione del don’t ask don’t tell potrebbe avere sulle truppe.

Il don’t ask don’t tell consentiva a gay e lesbiche di arruolarsi nell’esercito americano solo a patto di tenere segreta la propria omosessualità.

Le restrizioni disciplinate dalla legge federale proibivano a chiunque «dimostri propensione o intenzione di intraprendere atti omosessuali» di prestare servizio nell’esercito, poiché questo «porterebbe un inaccettabile rischio all’alta morale, all’ordine, alla disciplina e alla coesione che sono l’essenza della potenza militare».

Era stata istituita nel 1993 dall’amministrazione Clinton, e da allora ha causato l’allontanamento dall’esercito di oltre tredicimila persone a causa del loro orientamento sessuale.
fonte www.ilpost.it

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